Abbiamo ancora bisogno dei Parchi!
La natura dell’Emilia-Romagna è tutelata da un coerente sistema di aree protette, che comprende parchi nazionali e regionali, riserve naturali, siti della rete europea Natura 2000, aree di riequilibrio ecologico.
Il futuro di questo strategico presidio della biodiversità, un bene comune su cui non si può negoziare, è minacciato da provvedimenti normativi nazionali che, colpendo alla cieca nell’affannosa ricerca di risparmi e presunte semplificazioni, di fatto decretano lo scioglimento entro la fine di quest’anno dei consorzi di gestioni dei parchi regionali.
Su tutto aleggia la prolungata crisi economica che, con i ripetuti tagli “lineari” ai bilanci degli enti locali, rende difficile immaginare e mettere in pratica soluzioni gestionali durature e convincenti.
È importante tuttavia ricordare quanto la protezione della natura e la cultura dei parchi siano fondamentali per il nostro presente e per il nostro futuro.
Certo, tutto si può e si deve riorganizzare e gestire con più efficienza e con strumenti nuovi, ma il saldo finale, che in questo caso è la sopravvivenza e lo sviluppo del sistema delle aree protette che tuteli davvero la biodiversità, deve essere garantito! E in questi momenti di grande incertezza e rapide trasformazioni, occorre il coraggio di avere tra le priorità anche la conservazione della natura: del resto l’istituzione dei primi parchi naturali del mondo fu avviata dal presidente americano Abraham Lincoln durante una guerra civile!
Come amici della Natura e delle aree protette, siamo consapevoli dell’urgenza di mantenere alto il livello di attenzione su questo tema e dell’importanza di continuare ad operare per la protezione di piante, animali, ambienti, paesaggi, beni storici e culturali…. e per queste ragioni:
chiediamo
- che la Regione Emilia-Romagna confermi e dimostri concretamente che la biodiversità è al centro delle sue politiche e che l’esperienza maturata in oltre 20 anni dal variegato e ricco mondo delle aree protette può essere rilanciata e valorizzata da una efficace, realistica e lungimirante riorganizzazione dell’intero sistema;
- che le Province e i Comuni partecipino, collaborando positivamente a questo processo, con una visione di prospettiva e una fiducia vera nella funzione delle aree protette per la tutela dei territori, il loro sviluppo economico e culturale, la ricerca di nuovi equilibri e nuove opportunità nel complesso rapporto tra natura e attività umane;
- che il nuovo assetto del sistema venga delineato interpretando il sentimento diffuso di rispetto della natura dei cittadini dell’Emilia-Romagna, con un reale coinvolgimento di quel popolo silenzioso, civile, appassionato che apprezza, studia e frequenta le aree protette e che crede fermamente nella loro preziosa missione.
Gruppo Speleologico Bolognese ed Unione Speleologica Bolognese



