{"id":7115,"date":"2020-02-07T22:46:35","date_gmt":"2020-02-07T21:46:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=7115"},"modified":"2020-02-24T13:29:32","modified_gmt":"2020-02-24T12:29:32","slug":"esplorare-il-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/02\/07\/esplorare-il-buio\/","title":{"rendered":"Esplorare il Buio"},"content":{"rendered":"\n<p>In un articolo apparso sulla rivista Vanity Fair (n. 29, luglio 2009), commemorando i 40 anni della conquista della Luna, il giornalista, scrittore ed esperto rocciatore Erri De Luca scrive che, nel &#8217;69, all&#8217;uomo non restava altro che il nostro satellite come obiettivo della pura attivit\u00e0 esplorativa. Questo perch\u00e9, una volta violate alpinisticamente tutte le vette pi\u00f9 alte del globo, nel XX Secolo non c&#8217;era pi\u00f9 niente da esplorare sulla Terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Tralasciando gli abissi marini, dove il limite esplorativo \u00e8 connesso alle capacit\u00e0 tecnologiche, il SottoTerra, offre da sempre un buio di conoscenza da acquisire: sotto ogni strato di roccia erodibile, c&#8217;\u00e8 l&#8217;ignoto. Ignoti sono i percorsi degli abissi sotterranei, ignote le loro origini, la loro conformazione, la loro improbabile popolazione animale e vegetale. Ci sono montagne vuote come il Monte Corchia nelle Alpi Apuane, dove chilometri e chilometri di gallerie, sale grandi come cattedrali e pozzi profondi tessono una rete di vuoto al di la&#8217; di ogni possibile immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00c8 in questo scenario che lo speleologo si muove, spinto dal desiderio di illuminare per la prima volta cavit\u00e0 labirintiche da sempre immerse nell&#8217;oscurit\u00e0 pi\u00f9 assoluta. <\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Esplorare una grotta richiede la capacit\u00e0 di affrontare un mondo in cui la dimensione spazio-temporale \u00e8 percepita in modo assolutamente diverso dalla realt\u00e0 quotidiana: generalmente il movimento non avviene mai solo su una superficie ma si espande in tutto il volume del vuoto. Per questo, sia le gambe che le braccia sono simultaneamente utilizzate per contrapporsi alla forza di gravit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>In grotta i tempi di qualsiasi variazione sensibile nell&#8217;ambiente sono scanditi dalle stagioni, se non addirittura dalle ere geologiche mentre per lo speleologo il tempo scorre  in modo assolutamente non lineare e personale.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Per questo gli esploratori di abissi devono dotarsi di tecniche che, prima di tutto, permettano l&#8217;accesso ed il movimento in spazi totalmente ostili alla normale mobilit\u00e0 umana. La tecnica esplorativa \u00e8 assai varia. Occorre saper preparare il percorso con corde e scalette, utilizzare  attrezzi specifici per la progressione. Occorre esperienza per valutare la solidit\u00e0 e la stabilit\u00e0 della roccia su cui ci si muove o ci si appende.<\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito, per titoli, le zone e le grotte oggetto delle esplorazioni del GSB-USB negli ultimi anni.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>Nel bolognese ed in<\/strong> <strong>regione ER<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>In maniera sistematica proseguono ricerche ed esplorazioni nelle doline soprastanti il Farneto (grotte Partigiano, Modenesi, Loubens, Ferraresi, Cioni-Ferro di Cavallo, Coralupi, Zigolo, Farneto, Pelagalli, Casupola, solo per citare le principali). Continuano le ricerche sul sistema Spipola-Acquafredda (omonime grotte pi\u00f9 Castello, Quercioli, Selci). Iniziata una revisione delle cavit\u00e0 minori in Appennino (Confine, Fate, ecc.). Effettuate ricerche in zona di M.Donato e presso i Gessi di Gaibola e Zola Predosa (Gortani e altre piccole grotte).<\/p>\n\n\n\n<p>In Regione abbiamo condotto esplorazioni ad Onferno (Gemmano) e cavit\u00e0 limitrofe, oltre che nell\u2019alta Val Conca.<\/p>\n\n\n\n<h4>Fuori regione<\/h4>\n\n\n\n<p>Sulle Alpi Apuane proseguono le esplorazioni sul M.te Altissimo dove abbiamo ampliato le scoperte all\u2019Abisso Astrea e catastato diverse nuove grotte (Lul\u00f9, Aspiria, Yune, B52, Le Putain Vache, Astinenza, solo per citare le principali), mentre in altre localit\u00e0 abbiamo esplorato le zone del Fosso di Capricchia (Capricchia, Condotta, Minarini), il M.te Rovaio (Agrifoglio), M.te Freddone (Rave Lunghe), Vetricia (Bombassei, Orsoni) e Sagro. Infine sono state condotte ricerche ed esplorate piccole cavit\u00e0 sul M.te Penna e a Rio Rovigo (FI) .<\/p>\n\n\n\n<p>In altre regioni, in collaborazione con altri Gruppi abbiamo condotto esplorazioni in Sardegna, Friuli-Venezia Giulia nella zona del M.Raut (PN), nei Monti Alburni e nel Parco del Cilento (SA), all\u2019Abisso di Lamar (Trentino), nelle Grotte di M.Cucco e del Faggeto Tondo (PG), alla Grotta di S.Angelo (Ostuni BR) e nei massicci carbonatici di Abruzzo e Molise (Monti Marsicani, Monti della Meta, Sirente-Velino, Majella).<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>All\u2019estero<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>\u00c8 ormai consuetudine che il GSB-USB organizzi annualmente una spedizione all&#8217;estero, aperta alla collaborazione di altri Gruppi Speleologici Italiani e Stranieri, o che Speleologi del GSB-USB partecipino a spedizioni internazionali. Le prime incursioni all\u2019estero risalgono agli anni \u201880-\u201990 in Messico e Russia. Poi dal 2008 svolgiamo annuali spedizioni in Bosnia. Da segnalare anche diverse spedizioni nelle Filippine e Albania, ma anche in Argentina-Cile, Honduras, Russia, Svizzera, Francia, Spagna, Brasile, pi\u00f9 tante incursioni in grotte di ogni parte del globo da parte di singoli soci per motivi di studio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>lasciando gli abissi marini, dove il limite esplorativo \u00e8 connesso alle capacit\u00e0 tecnologiche, il SottoTerra, offre da sempre un buio di conoscenza da acquisire: sotto ogni strato di roccia erodibile, c&#8217;\u00e8 l&#8217;ignoto. 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