{"id":7117,"date":"2020-02-07T22:58:44","date_gmt":"2020-02-07T21:58:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=7117"},"modified":"2020-02-26T17:39:22","modified_gmt":"2020-02-26T16:39:22","slug":"grotta-della-spipola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/02\/07\/grotta-della-spipola\/","title":{"rendered":"Grotta della Spipola"},"content":{"rendered":"\n<p>Scoperta nel 1932 dal GSB. L&#8217;ingresso naturale si apriva 28 m pi\u00f9 in alto, con una cavit\u00e0 costituita da due stretti pozzi, nota con il nome di &#8220;Bus d&#8217;la Speppla, o Buco del Calzolaio&#8221;. Giorgio Trebbi (della SSI) vi era gi\u00e0 disceso nel 1903, senza trovare prosecuzione alla base del secondo salto.<\/p>\n\n\n\n<p>Trent&#8217;anni pi\u00f9 tardi, il 22 novembre 1932, una squadra del GSB, costituita da Luigi Fantini, Vico e Giulio Greggio, Giuseppe Loreta ed Antonio Forti disostruisce  la frana di argilla e massi che occupa il fondo del Buco del Calzolaio e riesce a penetrare in quella che &#8211; dopo anni di ostinate ricerche &#8211; potr\u00e0 essere definita come la sezione mediana del grande Sistema carsico &#8220;Acquafredda-Spipola-Prete Santo&#8221;, che, con i suoi oltre 11 Km di sviluppo, \u00e8 ancora oggi il pi\u00f9 esteso nei Gessi dell&#8217;Europa occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1933, al termine di una serie di possenti disostruzioni, il GSB completa l&#8217;esplorazione della Grotta, fino alla sua Risorgente (Buco del Prete Santo), per un insieme di circa 4 km.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1934 viene scoperto un pertugio, che si apre quasi sul fondo della Dolina della Spipola e che consente di accedere alla Grotta senza percorrere i pozzi ed i cunicoli del Calzolaio.<\/p>\n\n\n\n<p>In breve tempo la notizia della possibilit\u00e0 di entrarvi senza la necessit\u00e0 di attrezzature e senza affrontare i temibili cunicoli dell&#8217;ingresso alto si sparge nella citt\u00e0 e la Spipola diviene m\u00e8ta di frequenti visite da parte di curiosi, sprovveduti e vandali.  Ha cos\u00ec inizio il fatale processo di predazione delle concrezioni, il proliferare delle scritte con i nomi, i ripetuti interventi di Fantini e dei Vigili del fuoco per riportare all&#8217;esterno chi vi si \u00e8 smarrito o chi \u00e8 rimasto al buio. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1935, con l&#8217;unico intento di salvaguardare la cavit\u00e0, il Gruppo intraprende i lavori per renderla accessibile ai turisti mediante visite guidate. Viene minata la base del Buco del Calzolaio, chiusa la fessura che costituiva l&#8217;ingresso basso ed aperta artificialmente l&#8217;attuale &#8220;porta&#8221;, munita di un cancello in ferro. All&#8217;interno si costruiscono tre rampe di gradini nel gesso vivo, che superano i dislivelli pi\u00f9 marcati, si ampliano (con la pentrite e gli scalpelli) i passaggi pi\u00f9 bassi o ristretti e si scava un lungo sentiero nei sedimenti, che consente di attraversare in alto il lungo Salone del Fango, senza entrare nell&#8217;acqua.  L&#8217;ultima impresa \u00e8 costituita dallo scavo del cunicolo di 40 m, che collega la Galleria della Dolina Interna al Salone G.Giordani.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-colata-1024x670.jpg\" alt=\"\" data-id=\"7725\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-colata.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/02\/07\/grotta-della-spipola\/blog-img-spipola-sto-colata\/\" class=\"wp-image-7725\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-colata-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-colata-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-colata-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-colata.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fantini-1024x670.jpg\" alt=\"\" data-id=\"7724\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fantini.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/02\/07\/grotta-della-spipola\/blog-img-fantini\/\" class=\"wp-image-7724\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fantini-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fantini-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fantini-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fantini.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\"><em>1933: il GSB alla Colata &#8211; 1932 Luigi Fantini<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-storica-1-1024x670.jpg\" alt=\"\" data-id=\"7728\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-storica-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/02\/07\/grotta-della-spipola\/blog-img-spipola-storica-1\/\" class=\"wp-image-7728\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-storica-1-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-storica-1-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-storica-1-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-storica-1.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-ingresso-1024x670.jpg\" alt=\"\" data-id=\"7727\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-ingresso.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/02\/07\/grotta-della-spipola\/blog-img-spipola-sto-ingresso\/\" class=\"wp-image-7727\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-ingresso-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-ingresso-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-ingresso-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-spipola-sto-ingresso.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\"><em>1934: Franco Anelli (sx) e Luigi Fantini (dx) nel Salone del Fango &#8211; 1936: L\u2019ingresso della Grotta a lavori ultimati.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Due anni di lavori, che si concludono all&#8217;esterno, con il tracciamento di un comodo sentiero e la costruzione di un vasto ripiano nella roccia, antistante al cancello. Il 22.11.1936 , quarto anniversario della scoperta della Grotta, il Resto del Carlino d\u00e0 l&#8217;annuncio della cerimonia d&#8217;inaugurazione della &#8220;nuova gemma turistica&#8221;. Grandi i festeggiamenti tributati al Gruppo ed in particolare a Luigi Fantini, che il Presidente dell&#8217;EPT, convinto assertore dell&#8217;iniziativa, apostrofa  come &#8221; quel ch&#8217;l&#8217;\u00e0 invent\u00e9 la Speppla&#8221; . <\/p>\n\n\n\n<p>Chi oggi si rechi per la prima volta alla Spipola, esattamente come uno speleologo disattento, pu\u00f2 non far caso all&#8217;enormit\u00e0 dell&#8217;impresa portata a termine dal GSB lungo i primi 700 m della grotta: un&#8217;impresa compiuta con mezzi artigianali ed un incredibile e lungo dispendio di energie da parte di una decina di speleologi e di due soli &#8220;fuochini&#8221;. L.Fantini il 19.06.1935 contabilizza in un foglio il costo dell&#8217;opera in lire 2.189,10  &#8220;per le paghe e l&#8217;assicurazione  dei minatori, l&#8217;acquisto delle polveri, del cancello, degli attrezzi, ecc.&#8221;  Il contributo erogato dall&#8217;EPT fu certamente inferiore, in quanto vi si annota: &#8220;sborsate in pi\u00f9 da Fantini lire 189,10&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>Risulta peraltro che negli anni a venire, fino alla guerra, le visite furono guidate solo da Fantini, che vi accompagn\u00f2 personalmente alcune centinaia di Bolognesi. Un nuovo gravissimo attacco all&#8217;integrit\u00e0 della Spipola sopravviene proprio verso la fine della guerra, quando la grotta ospita (come molte altre nell&#8217;area, pi\u00f9 accessibili in quanto pi\u00f9 vicine agli abitati, ma tutte utilizzate per sfuggire alle requisizioni ed ai bombardamenti) forse 100 o 200 &#8220;sfollati&#8221;.  Questi sventurati si stanziano con i loro pagliericci, gli attrezzi da cucina e le loro povere cose, lungo i primi vani, ma soprattutto verso il fondo del Salone del Fango, in cui scavano nicchie per le lampade e giacilii. Le condizioni igieniche dovevano essere davvero deplorevoli, aggravate dal fatto che erano stati portati in grotta anche parecchi animali da cortile, che all&#8217;esterno costituivano una preda assai ambita. <\/p>\n\n\n\n<p>Si sa che nella Grotta Coralupi si verificarono casi di difterite, ma si ignora se questa sia stata la causa della fuga dei rifugiati anche dalla Spipola, o abbia prevalso la situazione di pesante disagio. E&#8217; certo che, durante la permanenza in grotta, a qualcuno di essi viene in mente di ingannare il tempo e raggranellare qualche soldo, cavando a colpi di scalpello l&#8217;alabastro della &#8220;Colata&#8221; per scolpire  posaceneri o altri oggetti.<\/p>\n\n\n\n<p>A completare lo scempio, negli anni del dopoguerra &#8211; e questa volta non pi\u00f9 per necessit\u00e0, ma per schietta ignoranza &#8211; penseranno i visitatori, ritornati a frequentare la Spipola, ormai priva del cancello. Scompare perfino la lapide montata nel 1936, che aveva l&#8217;innocente torto di essere &#8220;datata&#8221; da un minuscolo fascio. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1962, in occasione del trentennale della scoperta, il GSB-SCB riesce a rimontare una nuova lapide sopra l&#8217;ingresso, che rende anonimo omaggio ai &#8220;primi esploratori&#8221; della Grotta. In citt\u00e0 il clima speleo \u00e8 acceso, c&#8217;\u00e8 ancora in giro qualche dissidente degli anni &#8217;30 e &#8217;50 e si reputa prudente non far nomi. Su pressione dell&#8217;Unione Bolognese Naturalisti e dei Gruppi Speleologici, il 23.10.1965 il Ministero della Pubblica Istruzione approva il vincolo paesaggistico sull&#8217;area della Croara. Disgraziatamente la cavit\u00e0 protetta, per una svista, diventa nel testo della Gazzetta Ufficiale &#8220;la meravigliosa grotta della Spinola&#8221;, forse un grottone marino del Salento.    <br> Si concretizza proprio in quel periodo, per la Spipola, una minaccia ancor pi\u00f9 insidiosa dei vandalismi: quella dell&#8217;annientamento da parte di due industrie estrattive, che procedono sia da monte del Sistema (Cava IECME), che da valle (Cava Ghelli).<\/p>\n\n\n\n<p>A monte la IECME riesce a distruggere gran parte di Monte Croara e delle sue grotte, deturpando la splendida Valle cieca dell&#8217;Acquafredda e scaricando lo sterile all&#8217;interno del Rio omonimo, che scompare nell&#8217;Inghiottitoio ed attraversa la Spipola. Il regime del torrente sotterraneo ne risulter\u00e0 sconvolto per decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>A valle, presso il T.S\u00e0vena, la Cava Ghelli seziona la Risorgente dell&#8217;Acquafredda, fa saltare e distrugge in parte il Buco del Prete Santo e riesce &#8211; due anni dopo l&#8217;ordine di cessazione dei lavori di cava, nel 1979 &#8211; a provocare con le sue esplosioni sotterranee risentimenti statici dentro la Spipola, fin sul fondo del Salone G.Giordani.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1980 pare definitivamente chiuso il problema fondamentale delle cave di gesso, anche se nel 1984 \u00e8 ancora aperta la Cava a Filo, ma solo perch\u00e9 nel PAE di S.Lazzaro risulta iscritta come cava &#8220;di granito&#8221;. Resta fortunatamente solo la jattura dei collezionisti di mineralizzazioni, delle scritte sulle pareti (non pi\u00f9 con nerofumo, ma con vernice spray) e delle montagne di pattume, che i visitatori depositano sistematicamente in grotta e che gli speleologi si sono presi autonomamente  la briga di ripulire, dal 1970 in poi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217; &#8217;82 GSB ed USB, con l&#8217;appoggio della FSRER e della Societ\u00e0 Speleologica Italiana, tentano di scuotere le Amministrazioni locali, affinch\u00e9 adottino provvedimenti atti a proteggere la Grotta.  Si progettano anche la porta in ferro ed i passanti per i pipistrelli. Tutti concordano sul fatto che si tratti di un&#8217;ottima idea, che siamo spronati a realizzare quanto prima, con la benedizione di tutti, proprietario del terreno escluso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1988, dopo quattro anni di sofferta gestazione, la Regione E.R. d\u00e0 alla luce il Parco dei Gessi Bolognesi. Come si sa, con l&#8217;Ambiente non c&#8217;\u00e8 fretta, tanto che ci vorranno altri sette anni per poter disporre di uno strumento fondamentale come il Piano Territoriale. In tale fiduciosa attesa GSB ed USB presentano il vecchio progetto di chiusura e di gestione della Spipola al Parco, che &#8211; con tutte le grane che accompagnano l&#8217;iter di avviamento &#8211; potr\u00e0 approvarlo ed erogare un contributo per la sua realizzazione solo alla fine del 1994. L&#8217;opera viene conclusa nel 1995, con 438 ore di lavoro complessive, distribuite in 11 giorni. Il Presidente, la sera dell&#8217;inaugurazione (20.02.1995), pronuncer\u00e0 quello che noi interpretammo allora come un encomio indirizzato agli Speleologi Bolognesi:  &#8220;Questi interventi hanno confermato ieri ed attestano oggi, con la semplicit\u00e0 e la forza della concretezza, la profonda differenza fra l&#8217;auspicare e l&#8217;agire, la netta distinzione fra il dire ed il fare nel campo della tutela dell&#8217;ambiente, che par vivere e muore di proposte e vaghe teorizzazioni&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scoperta nel 1932 dal GSB. L&#8217;ingresso naturale si apriva 28 m pi\u00f9 in alto, con una cavit\u00e0 costituita da due stretti pozzi, nota con il nome di &#8220;Bus d&#8217;la Speppla, o Buco del Calzolaio&#8221;. 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