{"id":7765,"date":"2020-02-27T18:51:09","date_gmt":"2020-02-27T17:51:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=7765"},"modified":"2020-02-27T18:52:25","modified_gmt":"2020-02-27T17:52:25","slug":"grotta-serafino-calindri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/02\/27\/grotta-serafino-calindri\/","title":{"rendered":"Grotta Serafino Calindri"},"content":{"rendered":"\n<p>Scoperta nel 1964 da Giancarlo Zuffa, del GSB e dedicata al celebre ingegnere idraulico e storico, precursore della Speleologia Bolognese, che alla fine del &#8216;700 visit\u00f2 e descrisse per primo alcune grotte nei gessi e nelle arenarie del nostra provincia. Nell&#8217;intento di preservare la singolare abbondanza e variet\u00e0 di concrezionamenti, i cospicui depositi paleontologici e, soprattutto, le testimonianze di frequentazione da parte di popolazioni primitive (Bronzo rec.: fine XIV-inizio XIII sec.a.C.), pressoch\u00e9 contemporanee a quelle che abitarono la Grotta del Farneto, immediatamente dopo la sua scoperta viene protetta con un robusto portello in acciaio, installato a 6 m dall&#8217;ingresso, che si apre sul fondo della Valle cieca di Budriolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra il &#8217;68 ed il &#8217;70 alcuni movimenti franosi ostruiscono il pozzetto d&#8217;accesso, che viene facilmente (si fa per dire) riaperto, ma nel &#8217;72, a seguito di forti temporali, una possente slavina di fango e di alberi si abbatte sull&#8217;ingresso e le acque trovano sfogo scavando una voragine al di sotto della struttura in c.a. che avvolge il portello, che resta inutilmente appeso alla volta. L&#8217;intero lavoro deve quindi essere ripetuto nel 1973, con la costruzione di una nuova struttura in c.a., ospitante il portello in acciaio (quello del &#8217;64), venti metri pi\u00f9 all&#8217;interno della Grotta. Gli Speleologi realizzano inoltre una grande coronella in legno, su di un arco lungo una ventina di metri, a difesa dell&#8217;ingresso. Regger\u00e0 fino al 1988.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo comunque al 1976, allorch\u00e9 la Cava Farneto, della Gessi Emiliani, sfonda l&#8217;ormai esile diaframma esistente fra le sue gallerie e la Grotta,  sulla quale il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali ha emesso proprio quell&#8217;anno un provvedimento di tutela. Alcuni goffi, ripetuti quanto vani tentativi dei cavatori per porvi rimedio dimostrano ben presto la loro inutilit\u00e0 e nel  1982 si  \u00e8 al punto di prima: un buco di 4 x 2 m rende ancora accessibile la Grotta attraverso le gallerie di cava. Si apre una lunga vertenza, dai toni incredibilmente violenti, fra GSB-USB e la Ditta, il perito del Tribunale ed infine contro la Soprintendenza Archeologica, che di fronte ad una situazione emergenziale pare in stato catalettico. <\/p>\n\n\n\n<p>Le cose si trascinano fino al 1987, quando, dopo aver ottenuto la prescritta <em>licenza edilizia<\/em> (sic), GSB ed USB, stanchi di planimetrie, carte bollate e raccomandate r.r., trasportano manualmente le 5,5 t di materiale al piano inferiore della cava (300 m di gallerie semiallagate) e costruiscono il famoso Muro del Pianto, che separa definitivamente la Calindri dalla cava. Siamo all&#8221;88, quando i problemi di <em>tenuta<\/em> delle difese esterne all&#8217;ingresso divengono -anno dopo anno- drammatici, costringendo gli Speleologi al defatigante svuotamento del pozzo iniziale, che inevitabilmente si riempie di fango e tronchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2007 il Parco dei Gessi, che nel frattempo ha saggiamente provveduto all&#8217;acquisizione del fondo della Valle cieca di Budriolo, approva il progetto d&#8217;intervento del GSB-USB per la definitiva sistemazione dell&#8217;ingresso mediante una struttura in acciaio. I lavori vengono eseguiti dagli Speleologi in cinque giorni, con l&#8217;insostituibile aiuto di un escavatore cingolato.<\/p>\n\n\n\n<p>La Grotta ha uno sviluppo di 1.955 m ed un dislivello di 26 m.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scoperta nel 1964 da Giancarlo Zuffa, del GSB e dedicata al celebre ingegnere idraulico e storico, precursore della Speleologia Bolognese, che alla fine del &#8216;700 visit\u00f2 e descrisse per primo alcune grotte nei gessi e nelle arenarie del nostra provincia.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7766,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[141],"tags":[147],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7765"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7765"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7765\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7770,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7765\/revisions\/7770"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}