{"id":7922,"date":"2011-11-07T11:04:00","date_gmt":"2011-11-07T10:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=7922"},"modified":"2020-03-07T11:06:27","modified_gmt":"2020-03-07T10:06:27","slug":"bosnia-erzegovina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2011\/11\/07\/bosnia-erzegovina\/","title":{"rendered":"Bosnia Erzegovina"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Un pastore, incontrato durante un sopralluogo sull\u2019altopiano della Romanija, ci indica sulla cartografia i punti di alcune interessanti risorgenti. Questo piacevole incontro ci ha fatto capire l\u2019estrema conoscenza dei sistemi idrici locali (assorbente e risorgente), pur non risultando cos\u00ec dettagliatamente dalle ricerche bibliografiche effettuate  in previsione delle campagne esplorative. (S.Magagnoli)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La Bosnia Erzegovina pur essendo al centro dell\u2019Europa \u00e8 ancora uno dei territori  pi\u00f9 inesplorati a livello speleologico. Dal 2007 varie spedizioni organizzate in collaborazione fra speleologi italiani e bosniaci hanno contribuito a portare un po\u2019 di buio balcanico alla luce del sole.<\/p>\n\n\n\n<h4>Il paese<\/h4>\n\n\n\n<p>La Bosnia Erzegovina \u00e8 uno Stato nato nel 1992, in seguito al processo di disgregazione della ex Yugoslavia. Al suo interno esistono due entit\u00e0 separate, quella serba e quella croato-musulmana, che esprimono un governo rappresentativo delle tre maggiori etnie: serba, bosgnacca-musulmana e croata. Il paese ha una superficie costituita in maggioranza da rocce carbonatiche, appartenenti alle Alpi Dinariche, per un\u2019estensione pari al 65% del territorio (principalmente concentrate nelle Dinaridi esterne). In passato le campagne esplorative internazionali si sono concentrate principalmente sulle Alpi Dinariche e in Erzegovina mentre nel resto della Bosnia poco \u00e8 stato documentato. La guerra ha infatti fermato le ricerche speleologiche all\u2019inizio degli anni \u201990, mentre le vicende post-belliche non hanno favorito lo svilupparsi di una nuova leva di speleologi, in quanto il paese si trova in una perdurante crisi politica ed economica in cui le necessit\u00e0 primarie hanno il sopravvento. Lo splendido scenario naturalistico della Bosnia Erzegovina, che ben si presterebbe all\u2019avvio di attivit\u00e0 turistico-sportive e quindi al rilancio economico delle zone pi\u00f9 fortemente disastrate, si trova a dover fare i conti con l\u2019eredit\u00e0 post-bellica dei campi minati. Una barriera virtuale per il cui abbattimento sono previsti oltre novant\u2019anni. Un lasso di tempo inaccettabile per un Paese che ha solo bisogno di riscattarsi per fare pace con il passato. <\/p>\n\n\n\n<h4>Speleologia in Bosnia Erzegovina<\/h4>\n\n\n\n<p>Nonostante una tradizione speleologica notevole, ereditata principalmente dal periodo Austro-Ungarico, l\u2019associazionismo speleologico in Bosnia \u00e8 carente, sia come iscritti sia come materiali, e stenta a riprendersi dopo gli ultimi eventi bellici. Questa \u00e8 una ragione aggiuntiva per cui la collaborazione con i pochi speleologi locali rimasti in attivit\u00e0 (qualche decina) \u00e8 di vitale importanza. Tra i gruppi ancora attivi vi sono Speleo Dodo (Sarajevo), Atom (Zavidovici), Ponir e Netopir (Banja Luka), Eko-Viking (Visoko) e Zelena Brda (Trebinje). Vi \u00e8 inoltre una Societ\u00e0 Speleologica Bosniaca la cui funzione \u00e8 per\u00f2 notevolmente limitata. Nel 2007 \u00e8 stato aperto un centro di ricerche ufficiale per l\u2019ambiente carsico all\u2019interno dell\u2019Accademia delle Scienze ed Arti (ANUBiH) nel quale \u00e8 confluita la banca dati del catasto speleologico bosniaco creato nel 2006 (Mulaomerovic et al., 2006). Attualmente non vi sono pubblicazioni periodiche di carattere speleologico. L\u2019ultimo numero di Nas Krs, la rivista del gruppo Bosansko Herzegovacki krs, \u00e8 dell\u2019anno 2002. Per l\u2019entit\u00e0 Republika Srpska esiste un libro (Dujakovic, 2004) in doppia lingua, serbo e inglese, che descrive le principali grotte ed allega in appendice un elenco di esse basato sugli archivi del gruppo Ponir di Banja Luka. Per l\u2019area attorno a Sarajevo si pu\u00f2 fare riferimento al vecchio catasto del 1984 (Speleolosko Drustvo \u201cBosansko-Hercegovacki Krs\u201d, 1984). Ogni anno, in Aprile, viene organizzato a Zavi\u00addovici l\u2019incontro nazionale di speleologia.<\/p>\n\n\n\n<h4>Le ricerche internazionali<\/h4>\n\n\n\n<p>Dal 2002 \u00e8 iniziata una proficua collaborazione tra alcuni gruppi italiani (GGN Novara e G.S.C. di Tolmezzo) e bosniaci. Le prime esplorazioni condotte hanno dato come principali risultati l\u2019esplorazione del Ponor Novara, nel Parco Naturale di Tajan, e della Grotta di Golubovici. All\u2019interno di questo contesto, a partire dal 2007 sono iniziate, prima sporadicamente e poi con sempre pi\u00f9 entusiasmo ed impegno, le esplorazioni di una grotta situata a una trentina di chilometri a Nord Est della citt\u00e0 di Sarajevo, la sorgente della Miljacka. Culmine di queste indagini \u00e8 stata la spedizione del 2008, organizzata dal G.S.B.\u2013 U.S.B. di Bologna e Gruppo Grotte Novara che, oltre alla grotta in questione, aveva lo scopo di perlustrare gli altipiani del Visocica e il canyon del Rakitnica.  Nella Miljacka, nel 2009, speleologi bosniaci e croati hanno esplorato nuovi rami, mentre la collaborazione italo-bosniaca ha portato ad alcuni brevi campi organizzati per concludere le esplorazioni di rami secondari, verificare segnalazioni di nuove grotte e portare a termine altre attivit\u00e0 di documentazione e studio iniziate in precedenza. Alla fine delle esplorazioni, la Miljacka \u00e8 diventata la seconda cavit\u00e0 della Bosnia con oltre sette chilometri di sviluppo. Nel 2010 una rinnovata affluenza di speleologi da Bologna e Novara ha consentito di spostare l\u2019attenzione verso altre grotte sorgenti e di intensificare le ricerche sull\u2019altopiano della Visocica, dove sono ormai decine le cavit\u00e0 esplorate, tutte ad andamento prevalentemente verticale. Con varie spedizioni compiute nel 2011, 2012 e 2013 si \u00e8 esplorata e rilevata quella che, ad oggi, \u00e8 la pi\u00f9 estesa cavit\u00e0 in Bosnia: Govje\u0161tica. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"642\" height=\"850\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-1.jpg\" alt=\"\" data-id=\"7404\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2012\/08\/25\/bosnia-2012-diario-di-campo\/blog-img-mine-1\/\" class=\"wp-image-7404\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-1.jpg 642w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-1-227x300.jpg 227w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-2-1024x670.jpg\" alt=\"\" data-id=\"7398\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-2.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2012\/08\/25\/bosnia-2012-diario-di-campo\/blog-img-mine-2\/\" class=\"wp-image-7398\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-2-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-2-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-2-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-mine-2.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\"><em>La Valle del Pra\u010da, in cui si apre  Govje\u0161tica, \u00e8 ancora per buona parte minata. Non ci \u00e8 quindi stato possibile visitare, come avremmo voluto, lo splendido ambiente naturale circostante e nemmeno raggiungere gli enormi portali che occhieggiano su alcune invitanti pareti. (S.D\u2019Ambra)<br> Nonostante controllassimo scrupolosamente le cartine dei campi minati, durante alcuni sopralluoghi in zone teoricamente pulite ci siamo imbattuti in cartelli di &#8220;pericolo mine&#8221;. Anche all\u2019interno di alcune cavit\u00e0 ed inghiottitoi sono stati ritrovati ordigni bellici <br> di varia natura. (G. Aurigi)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>I risultati di tutte queste esplorazioni si trovano in lingua italiana nelle seguenti pubblicazioni: <\/p>\n\n\n\n<ul><li>Speleologia 61 (SSI) <\/li><li>Labirinti 25, 26, 27, 28 (GGN)<\/li><li>Sottoterra 127, 128, 129, 130, 131, 133, 135 (GSB-USB)<\/li><li>Grotte 148 (GSP)<\/li><li>Grottesco 55 (GGM).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h4>Pazi Mine<\/h4>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la scelta delle zone in cui orientare le ricerche occorre considerare il pericolo della presenza delle mine. <\/p>\n\n\n\n<p>Durante l\u2019ultimo conflitto, gli eserciti contrapposti hanno fatto largo uso di mine antiuomo. Finita la guerra sono state disegnate mappe delle zone minate, che vengono continuamente aggiornate, in quanto inizialmente poco affidabili. L\u2019opera di sminamento procede a rilento: le moderne mine non sono pi\u00f9 rilevabili con i classici metal detector, perch\u00e9 costruite con materiali plastici. Il modo pi\u00f9 efficace per individuarle \u00e8 addestrare cani che fiutino l\u2019esplosivo. Ci\u00f2 nonostante con l\u2019andar del tempo, gli incidenti dovuti a scoppi di ordigni si sono notevolmente ridotti e le carte dei campi minati hanno raggiunto un buon grado di affidabilit\u00e0. \u00c8 comunque buona norma informarsi prima di uscire dai percorsi pi\u00f9 battuti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il paese, le esplorazioni e le mine. La Bosnia Erzegovina pur essendo al centro dell\u2019Europa \u00e8 ancora uno dei territori  pi\u00f9 inesplorati a livello speleologico. 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