{"id":7928,"date":"2011-11-07T11:18:43","date_gmt":"2011-11-07T10:18:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=7928"},"modified":"2020-03-07T12:23:35","modified_gmt":"2020-03-07T11:23:35","slug":"geografia-e-geologia-di-govjestica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2011\/11\/07\/geografia-e-geologia-di-govjestica\/","title":{"rendered":"Geografia e geologia di Govje\u0161tica"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Aerofoto durante un sopralluogo sull\u2019altopiano della Romanija, in cerca di inghiottitoi e cavit\u00e0. (F.Grazioli)<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4>Inquadramento geografico, geologico e idrologico<\/h4>\n\n\n\n<p>Il massiccio del Romanija si trova a circa 40 km in linea d\u2019aria a NE di Sarajevo. Si tratta di un altopiano relativamente esteso, leggermente inclinato, con le zone a quote pi\u00f9 elevate (intorno ai 1500 metri) sulle pareti rocciose del versante Ovest tra le citt\u00e0 di Pale e Mokro (Veliki Lupoglav 1652 metri), la zona centrale intorno ai 900-1000 metri mentre ad Est degrada in maniera pi\u00f9 dolce verso la citt\u00e0 di Rogatica ed infine verso il fiume Drina. <\/p>\n\n\n\n<p>Le pareti rocciose situate sul versante Ovest, tra le citta\u2019 di Pale e Mokro, raggiungono a Veliki Lupoglav i 1652m; nella zona centrale del massiccio l\u2019altitudine media si aggira sui 1000 m e ad Est digrada dolcemente verso la citt\u00e0 di Rogatica ed infine verso il fiume Drina. Il massiccio \u00e8 nettamente delimitato ad Ovest dal fiume\u00a0<strong>M. Miljacka<\/strong>, a Nord-Ovest dal fiume\u00a0<strong>Bjostica<\/strong>, a Sud dal fiume\u00a0<strong>Pra\u010da<\/strong>\u00a0ed infine ad Est dal fiume\u00a0<strong>Drina<\/strong>. I primi due confluiscono nel bacino del fiume Bosna, affluente del Sava, mentre il Pra\u010da si getta nel Drina che a sua volta \u00e8 un affluente del Sava.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua drenata dall\u2019intera area appartiene al bacino idrologico del Danubio. L\u2019intera area sommitale (ad eccezione di alcune aree verso le pareti rocciose) \u00e8 antropizzata in maniera stabile con le principali attivit\u00e0 produttive legate a pastorizia e taglio di legname. Dal punto di vista geologico, tutto il massiccio \u00e8 caratterizzato da rocce databili al Trias. <\/p>\n\n\n\n<p>Al livello inferiore troviamo delle arenarie seguite da calcari massivi con ammoniti, calcari di scogliera ed infine dal calcari grigio chiari con megalodonti ed eventualmente dolomiti. Le zone assorbenti presentano solo un debole accenno ad una rete idrografica superficiale ed ampie zone dove questa \u00e8 del tutto assente. Tipici sono i ruscelli che per brevi tratti scorrono in superficie (probabilmente a causa di un buon strato di sedimenti impermeabilizzanti) prima di venire inghiottiti (il torrente Re\u0161etnica \u00e8 un evidente esempio). <\/p>\n\n\n\n<p>Le risorgenze di queste acque non sono cos\u00ec evidenti e pur essendovi un alto numero di sorgenti lungo i fianchi solo due, per quantit\u00e0 di acqua che vi scaturisce, vanno segnalate. A Nord le sorgenti del fiume Bio\u0161tica (600 l\/s di portata minima in base alla carta idrogeologica del 1963) mentre ad Est le sorgenti del torrente Bereg (400 l\/s di portata minima). <\/p>\n\n\n\n<p>La  risorgenza della Govje-\u0161tica, situata lungo il versante Sud all\u2019interno del canyon del fiume Pra\u010da, ai piedi del villaggio di Banja Stijena, non \u00e8 segnalata sulle carte (ad eccezione della carta idrogeologica 1:500.000 della ex Jugoslavia). In base alle stime effettuate dovrebbe avere una portata minima di alcune decine di litri al secondo e portate in piena di alcuni metri cubi al secondo. Sulla carta idrogeologica 1:500.000 \u00e8 indicato il collegamento idrologico accertato tra l\u2019inghiottitoio del torrente Re\u0161etnica e la risorgenza della Govje\u0161tica (circa 14 km in linea d\u2019aria). <\/p>\n\n\n\n<p>Sulla carta geologica 1:100.000 \u00e8 riportata una discontinuit\u00e0 tettonica poche decine di metri NE della risorgenza con direzione NW la stessa direzione su cui sono allineati tutti i tratti della grotta attivi finora esplorati. L\u2019ingresso, se pur per poche centinaia di metri, appartiene amministrativamente al Comune di Rogatica nella Repubblica Srpska, tuttavia la cittadina pi\u00f9 vicina nonch\u00e9 il pi\u00f9 comodo punto d\u2019accesso \u00e8 Pra\u010da nel territorio della Federazione di Bosnia ed Erzegovina.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-1-1024x670.jpg\" alt=\"\" data-id=\"7929\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?attachment_id=7929\" class=\"wp-image-7929\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-1-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-1-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-1-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-1.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4>Cenni storici su Mra\u010dna Pe\u010dina e Govje\u0161tica<\/h4>\n\n\n\n<p>Nonostante le numerose scritte e firme visibili lungo quasi tutta la grotta <strong>Mra\u010dna Pe\u0107ina<\/strong> e quelle ritrovate nelle gallerie iniziali della limitrofa Govje\u0161tica (risalenti fino agli inizi del XX secolo), vi sono relativamente poche informazioni disponibili in letteratura su queste due grotte. <\/p>\n\n\n\n<p>Le prime notizie certe sulla Mra\u010dna Pe\u0107ina risalgono ai primi anni del 1900 durante la costruzione della ferrovia a scartamento ridotto lungo il canyon del Pra\u010da e quando <strong>Viktor Apfelbeck<\/strong> curatore del museo di Sarajevo ed entomologo di fama mondiale inizia a descrivere alcune nuove specie di insetti rinvenute in questa grotta. Nel 1921, l\u2019ufficiale dell\u2019esercito austro-ungarico Jiri Danes, incaricato di ricercare importanti giacimenti di ossa nelle grotte bosniache da usare come materia prima per la produzione di munizioni, descrive in un articolo i risultati delle sue ricerche nelle grotte del massiccio del Romanija e del canyon del fiume Pra\u010da. <\/p>\n\n\n\n<p>Tra le varie grotte da lui visitate si fa cenno alla grotta Mra\u010dna Pe\u0107ina. Questa viene presentata come meta di visitatori da Sarajevo gi\u00e0 anteriormente la prima guerra mondiale, lunga circa un chilometro e con ossa di Orso speleo nella parte iniziale. Durante il periodo tra le due guerre mondiali, la grotta viene chiusa con un cancello in metallo situato nel nuovo ingresso allargato artificialmente. Inoltre viene costruita una scala in cemento per la discesa nella prima sala. Vista la sua importanza, nel 1957 viene effettuato un rilievo topografico dettagliato utilizzando metodi geodetici all\u2019avanguardia per quel periodo. Tuttavia, fino ad oggi, soltanto un disegno in scala ridotta pubblicato da Salihovic nel 1963 era disponibile. In base a tale rilievo, riportato nel 2004 da Dujakovic nel libro sulle grotte della Repubblica Srpska, lo sviluppo della grotta fu stimato in circa 1200 metri (dato confermato dalle nuove misurazioni effettuate nel 2012). Nello stesso rilievo del 1963 \u00e8 riportata anche la grotta Govje\u0161tica fino al primo lago. Da fonti indirette si \u00e8 a conoscenza che tra gli anni \u201860 e \u201870, Prof. <strong>Mirko Malez<\/strong>, paleontologo della Accademia delle Scienze Jugoslava, effettu\u00f2 scavi ancora tuttora evidenti in Mra\u010dna Pe\u0107ina. <\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia non \u00e8 chiaro dove i risultati di questi studi siano stati pubblicati. In base alla ormai datata legge per la protezione della natura dell\u2019ex Jugoslavia, a partire dal 1965, la grotta Mra\u010dna Pe\u0107ina \u00e8 dichiarata riserva naturale di natura geologica mentre la grotta <strong>Govje\u0161tica<\/strong> \u00e8 inserita nella lista dei monumenti della natura (sezione geomorfologia).<\/p>\n\n\n\n<h4>Nel canyon di Pra\u010da<\/h4>\n\n\n\n<p>Il canyon corre per una ventina di chilometri tra spettacolari pareti calcaree tra gli abitati di Pra\u010da e Rogatica. Pochi metri sopra l\u2019alveo del corso d\u2019acqua, immersa nella vegetazione lussureggiante, corre una stradina sterrata che, ai primi del \u2018900, costituiva il tracciato di una ferrovia che collegava Sarajevo a Belgrado. <\/p>\n\n\n\n<p>Le varie gallerie di attraversamento che tagliano gli speroni rocciosi a picco sul fiume, lasciano intravvedere un ambiente quieto e suggestivo ma che nasconde altres\u00ec una sgradevole insidia: buona parte dei versanti sono minati, soprattutto quelli sulla sponda in destra orografica e in prossimit\u00e0 dei punti di pi\u00f9 agevole accesso. Per lungo tempo infatti tutta la zona \u00e8 stata contesa durante l\u2019ultimo conflitto serbo-bosniaco. Oggi la cittadina a monte del canyon, Pra\u010da, del comprensorio di Gora\u017ede, \u00e8 un agglomerato di case singole con alcuni uffici pubblici e una moschea che, a seguito degli accordi di Dayton, \u00e8 entrata a far parte della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, in una valle che per la maggior parte \u00e8 sotto il controllo della Repubblica Serba di Bosnia. <\/p>\n\n\n\n<p>Da questo abitato, seguendo verso valle il canyon, e ignorando i numerosi e interessantissimi ingressi che occhieggiano <em>protetti<\/em> da cartelli rossi con scritta <em>pazi-mine<\/em>, si pu\u00f2 scendere in sicurezza sull\u2019alveo del fiume e raggiungere l\u2019entrata spettacolare di Govje\u0161tica.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-1 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-2-1024x670.jpg\" alt=\"\" data-id=\"7930\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-2.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?attachment_id=7930\" class=\"wp-image-7930\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-2-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-2-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-2-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/blog-img-carta-2.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aerofoto durante un sopralluogo sull\u2019altopiano della Romanija, in cerca di inghiottitoi e cavit\u00e0. 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