{"id":7952,"date":"2019-08-25T17:23:00","date_gmt":"2019-08-25T15:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=7952"},"modified":"2020-04-19T19:19:36","modified_gmt":"2020-04-19T17:19:36","slug":"buco-del-passero-superato-il-sifone-di-ronzana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2019\/08\/25\/buco-del-passero-superato-il-sifone-di-ronzana\/","title":{"rendered":"Buco del Passero, superato il sifone di Ronzana"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Il sistema carsico <strong>Ronzana-Farneto<\/strong>, nel cuore del <strong>Parco dei Gessi bolognesi<\/strong>, \u00e8 tornato recentemente sotto i riflettori grazie all&#8217;intensa ondata di esplorazioni che il GSB-USB ha condotto nel <strong>Complesso Grotta dei Modenesi-Grotta del Partigiano<\/strong>, di <strong>circa 4 km di sviluppo<\/strong>\n e tra i pi\u00f9 importanti della regione Emilia-Romagna. Le difficili \nesplorazioni si concentrano nella zona centrale del sistema, accessibile\n tramite i due inghiottioi dei &#8216;Modenesi&#8217; e del &#8216;Partigiano&#8217;, che \npermettono di addentrarsi nelle profondit\u00e0 della Dolina dell&#8217;Inferno e \nprocedere in un dedalo di gallerie, condotte e sale di crollo sia verso \nvalle che verso monte. Tuttavia i due estremi di questo immenso sistema \nnascosto, la <strong>Valle cieca di Ronzana<\/strong> a monte, e la <strong>Grotta del Farneto<\/strong> a valle, sono ancora lontane dall&#8217;essere fisicamente collegate ed esaudire cos\u00ec uno dei sogni esplorativi di <strong>Luigi Fantini<\/strong>,\n precursore e pioniere della speleologia bolognese. Tassello \nfondamentale in questo quadro di ricerche, che perdura da quasi un \nsecolo, \u00e8 il <strong>Buco del Passero<\/strong>, inghiottitoio posto \nnelle propaggini pi\u00f9 settentrionali della Valle cieca di Ronzana, ed \naccesso pi\u00f9 avanzato al torrente laddove esso si origina e si inabissa \nnelle rocce gessose. Seppure di discreto sviluppo, il Buco del Passero \nsi arresta di fronte ad uno stretto e lungo passaggio semi-sifonante \nche, fino alla seguente narrazione, era rimasto inviolato e \nrappresentava un ostacolo ritenuto insormontabile a difesa dei profondi \nsegreti della montagna. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 questa una narrazione volutamente non in prima persona, perch\u00e9 \nnon vi \u00e8 nessun esclusivo protagonista della storia, ma una collettivit\u00e0\n che in sinergia ha reso possibile tutto quello che \u00e8 accaduto oggi. \nQuesta relazione \u00e8 scritta a caldo perch\u00e9 la gioia e l&#8217;adrenalina della \ngiornata appena trascorsa sono vive e pulsanti, e speriamo possano \nessere trasmesse a tutti a testimonianza della grande forza (e la grande\n determinazione) che possiamo mettere in gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; fine agosto, giorni di pioggia. In programma per domenica 25\/08 \nc&#8217;\u00e8 ormai da mesi la voglia di provare a svuotare il fondo allagato del \nBuco del Passero, dove il torrente di Ronzana si inabissa per poi \nriapparire dopo 200 m circa nel Complesso Modenesi-Partigiano, dove le \nrecenti esplorazioni trovano ostacoli dovuti principalmente a grandi \nzone di crollo o sifoni. Piove tutto il giorno venerd\u00ec, sabato qualche \nacquazzone forte, c&#8217;\u00e8 chi mostra titubanza, ma la volont\u00e0 \u00e8 tanta e il \ntentativo si deve fare. Armati di pompa manuale e grandi sacchi \ndell&#8217;immondizia siamo pronti all&#8217;impresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci troviamo verso le 9 al parcheggio, ci cambiamo e procediamo verso \nla piccola cavit\u00e0. Compatti, uno alla volta si scende e si avanza nel \ntorrente fino alla prima saletta, gli &#8216;Squali dei Gessi&#8217; con le mute, \ngli altri equipaggiati a dovere per resistere al freddo gelido portato \ndal forte vento che investe la cavit\u00e0. Alla prima saletta lasciamo la \nprima ondata di sacchi che andranno riempiti con l&#8217;acqua che speriamo di\n rimuovere dal sifone. Cepe e Michele rimangono qui, e predispongono il \ntutto. Gli altri procedono fino all&#8217;ultima saletta dove viene installata\n la pompa manuale. Dopo alcuni scambi e accordi tramite &#8220;tubo \ntelefonico&#8221;, si comincia. La pompa funziona benissimo, e piano piano \nalternandosi, la squadra in punta riesce ad iniziare ad abbassare il \nlivello, mentre da dietro comunicano che stanno procedendo a riempire i \nsacchi anche se risultano scomodi da impilare, lo spazio \u00e8 poco e non si\n possono muovere altrimenti scoppiano. Bene ma non benissimo. Dopo un \npiccolo intoppo con la pompa, Michele e Cepe raggiungono la punta \ndicendo che lo spazio dietro \u00e8 finito: si iniziano a leggere su alcune \nfacce segni di sconforto e rassegnazione. Ma non pu\u00f2 finire qua. Il \nlivello di secca infatti \u00e8 bassisimo, ancora di pi\u00f9 che nell&#8217;ultima \nuscita di due settimane fa e non tentare oggi sarebbe assurdo. Si decide\n quindi di ricominciare a pompare, e riempire i restanti sacconi proprio\n a ridosso dell&#8217;ultima saletta sull&#8217;attivo. La pompa ricomincia a \nlavorare alla grande, e quando finiamo i sacchi il lungo laminatoio \u00e8 \nquasi svuotato. Ora \u00e8 il momento di farsi coraggio ed infilarsi per la \nprima volta in questa strettissima galleria, con non pi\u00f9 di 20 cm di \naria e un pavimento di grossi ciottoli, sabbia e fango liquido. Inizia \navanti Piso, che entra di gambe per lavorare un po&#8217; con il zappone \nlungo, poi di faccia scavando con le mani. Si va completamente a mollo, \ncon l&#8217;acqua che lambisce met\u00e0 della testa, e bisogna proseguire senza \ncasco. L&#8217;aria arriva gelida e intorpidisce quel poco del viso che \u00e8 \nrimasto fuori dall&#8217;acqua. Dopo tre metri, arrivati ad una curva sulla \ndestra, si intravede la barriera che delimita la pozza d&#8217;acqua, cinque \nmetri pi\u00f9 a valle. Si decide quindi di fare un cambio sul fronte di \nscavo: Piso torna indietro perch\u00e9 di faccia \u00e8 impossibile mantenere il \nnaso fuori dall&#8217;acqua e si scava difficilmente. Entra quindi Max di \npiedi: riesce a lavorare meglio e allarga ancora il passaggio. Passano \ndiversi minuti&#8230;c&#8217;\u00e8 silenzio e massima attenzione, il luogo \u00e8 infido e \npericoloso, e Max \u00e8 molto avanti rispetto ai compagni rimasti nella \nsaletta, tanto che dopo poco scompare alla vista, con Piso che lo segue \ndietro. L&#8217;emozione \u00e8 alle stelle. &#8220;<em>Sono di l\u00e0<\/em>!&#8221;, urla Max. Ce \nl&#8217;abbiamo fatta!!! Piso lo raggiunge e insieme viene ripristinato lo \nscorrimento del torrente, rendendo il laminatoio &#8220;meno allagato&#8221;. \nIntanto \u00e8 arrivato anche Robby a fare supporto alla squadra senza mute \nche rimarr\u00e0 dietro all&#8217;ormai ex-sifone. Una volta reso il passaggio pi\u00f9 \nagevole, e fatta defluire l&#8217;acqua, anche Giorgino e Alessio passano in \npunta, portando il borsino da rilievo e i caschi in un sacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ecco quello che non ci aspettavamo, o almeno non subito&#8230;la \ngrotta continua, e in che modo!!! Compattata la squadra, mentre indietro\n viene tenuto monitorato il livello dell&#8217;acqua, si inizia a esplorare. \nCi si rimette subito in ginocchio, l&#8217;aria \u00e8 tanta, una via sull&#8217;attivo \ndritta, un&#8217;altra a sinistra che sale su una galleria fossile. La \npercorriamo.&nbsp;\u00c8 molto difficile raccontare le emozioni provate, perch\u00e9 di\n l\u00e0 la grotta \u00e8 praticamente ESPLOSA! Un emorme sala di crollo, con \nl&#8217;attivo che serpeggia disperdendosi tra i blocchi crollati in un alveo \nlargo 5-6 m, con vaschette e concrezioni. Si sta in piedi e percorriamo \nun intricato dedalo di percorsi tra i crolli per diverse centinaia di \nmetri verso valle. Ci sono innumerevoli punti lasciati indietro non \nvisti, l&#8217;adrenalina \u00e8 alle stelle, riecheggiano urla di gioia! Il \npercorso pi\u00f9 facile continua con un sali e scendi in un altro grande \nsalone, che chiamiamo &#8220;Sala dell&#8217;Everest&#8221;, a causa di un iconico \nmammellone gigante sul soffitto intaccato da grossi distacchi. La sala \npresenta svariate possibilit\u00e0 e giri ad anello, con la via pi\u00f9 ovvia che\n termina su una saletta con tre prosecuzioni su cui ci si ferma. Per \noggi pu\u00f2 bastare. Torniamo indietro affacciandoci sul percorso \ndell&#8217;attivo che a valle diventa stretto e sembra sifonare, poi si rileva\n col distoX la via principale percorsa, per un totale di circa 130 m e \n12 m di dislivello. Tantissimi i punti lasciati in sospeso e le \ndiramazioni non rilevate, non riusciamo neanche a rendercene conto \nappieno. Sembra di essere nell&#8217;Inghiottitoio dell&#8217;Acquafredda, in un \nlabirinto di sale di crollo, percorsi sull&#8217;attivo o rami fossili che si \ndefilano ad altezze diverse. Infreddoliti e stanchi si prende la via del\n ritorno, di nuovo nel gelido laminatoio allagato, e infine con tutta la\n truppa riunita, strisciando fuori alla calda luce del sole dopo aver \nripulito completamente la grotta dal materiale utilizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Che bello. Questo risultato \u00e8 di tutti. Dopo oltre 50 anni, la Buca \ndi Ronzana e i suoi segreti sono rivelati alle luci degli speleologi. La\n distanza con il Complesso Modenesi-Partigiano si attenua e, cosa pi\u00f9 \nimportante, da oggi si riaprono immensi scenari esplorativi nei gessi \ndel Farneto, nella speranza di avvicinarci sempre di pi\u00f9 a risolvere il \n&#8220;Fantiniano&#8221; &#8216;enigma di Ronzana&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Gli Squali dei Gessi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Piso, Ale, Max, Gio, Minghino, Robby, Castrowilliam, Cepe, Condor<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema carsico Ronzana-Farneto, nel cuore del Parco dei Gessi bolognesi, \u00e8 tornato recentemente sotto i riflettori grazie all&#8217;intensa ondata di esplorazioni che il GSB-USB ha condotto nel Complesso Grotta dei Modenesi-Grotta del Partigiano, di circa 4 km di sviluppo  e tra i pi\u00f9 importanti della regione Emilia-Romagna.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7953,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[140],"tags":[184,187],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7952"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7952"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7952\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8221,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7952\/revisions\/8221"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}