{"id":7974,"date":"2011-11-09T11:36:14","date_gmt":"2011-11-09T10:36:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=7974"},"modified":"2020-03-10T12:46:10","modified_gmt":"2020-03-10T11:46:10","slug":"ramo-dei-traversi-e-ramo-nord-stefano-zucchini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2011\/11\/09\/ramo-dei-traversi-e-ramo-nord-stefano-zucchini\/","title":{"rendered":"Ramo dei Traversi e Ramo Nord Stefano Zucchini"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Flavio Gaudiello<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una volta usciti dal pozzo della risalita nel Mondo Nuovo si percorre una galleria lievemente in discesa, fra massi di varia pezzatura. Poco dopo i crolli cedono il passo alla sabbia ed \u00e8 qui che, in corrispondenza di una saletta, si scorge un basso pertugio sulla sinistra. Superato il passaggio, ci si ritrova alla base di un pozzo che, risalito, reca ad una cengia di roccia dal fondo sdrucciolevole. E\u2019 da qui che ha inizio quello che verr\u00e0 chiamato il Ramo dei Traversi, per la necessit\u00e0 di doverlo attrezzare con corde. Qui la circolazione dell\u2019aria si avverte distintamente ed infatti \u00e8 questa la condotta principale del Sistema. Il fondo \u00e8 reso scivoloso non solo dallo stillicidio lungo le pareti, ma anche dalla consistente presenza di guano.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del Ramo dei Traversi, dopo aver disceso un pozzo di una decina di metri, ci ritroviamo in una saletta (CS. 32), dalla quale \u00e8 possibile individuare due diramazioni. Da questa sala in poi (proseguendo verso monte) la Grotta sembra cambiare morfologia, esibendo la pi\u00f9 ampia dotazione di speleotemi carbonatici. La si potrebbe definire un vero e proprio scrigno, con un ricco e vario contenuto di gioielli. La prima diramazione che incontriamo: quella di destra, viene denominata <strong>Ramo dei piedi nudi<\/strong>. E\u2019evidentemente un vecchio arrivo, in quanto termina all\u2019interno della sala con una gigantesca colata. Per risalirla, si tiene la destra e si cammina su un pavimento anch\u2019esso concrezionato, forse ancora talvolta alimentato da scorrimento d\u2019acqua. Nell\u2019intento di evitare il danneggiamento delle concrezioni, ci togliamo gli scarponi e camminiamo scalzi. Questo ramo, raggiunto il punto pi\u00f9 a monte, termina in corrispondenza di un grosso accumulo di sedimenti che celano evidentemente un antico passaggio non pi\u00f9 percorribile. Rientrati nella sala, \u00e8 possibile percorrere la seconda diramazione: quella in sinistra, che si rilever\u00e0 poi come la galleria principale del Sistema. Anche qui ci troviamo in un ambiente fortemente concrezionato, con un pavimento &#8211; anch\u2019esso di un brillantissimo bianco perla &#8211; che non merita di essere corrotto dalle nostre calzature infangate. Si deve quindi procedere ancora a piedi nudi, almeno fino al CS. 38. Percorrendo tale galleria, fra stalattiti e stalagmiti, \u00e8 possibile scorgere alcune vie laterali che per\u00f2 riconducono tutte alla galleria.<\/p>\n\n\n\n<p>Quand\u2019essa termina, in corrispondenza del CS 38, siamo nuovamente di fronte ad un bivio. Procedendo verso quella che sembra essere la naturale prosecuzione della condotta principale (la diramazione di dx) ci troviamo in un ambiente il cui candido pavimento lascia il posto ad un fondo costellato da vaschette colme di fango che, se non del tutto liquido, risulta sufficientemente <em>appiccicoso<\/em>. Superate le vaschette, ecco un piccolo vano, di circa 3 m di diametro, con la forma e l\u2019aspetto di un geode, finemente concrezionato; il pavimento \u00e8 lastricato da un\u2019elegante <strong>palladiana<\/strong> di fango (suolo poligonale). Visto e assodato che questo ramo (<strong>Galleria del Girotondo<\/strong>) non \u00e8 l\u2019ipotizzato ramo principale, si fa ritorno al bivio. Da qui, perpendicolarmente alla galleria principale, parte un\u2019altra diramazione, questa s\u00ec continuazione di quella principale. Arrampicando leggermente e passando tra una coltre di stalattiti, dopo aver superato un corto passaggio, ci si ritrova in un ampio salone, soprannominato del <strong>Ciclope<\/strong>. Ha dimensioni in pianta di 20 m x 20 m e si connota come il cuore del Sistema, ove confluiscono due grandi rami principali, denominati in prima battuta <em>di sinistra e di destra<\/em>, per poi essere successivamente rinominati, rispettivamente, <strong>Ramo Amila<\/strong> e <strong>Ramo Stefano Zucchini<\/strong>. Il centro della sala, individuato con il caposaldo 41, \u00e8 posto su di un caotico accumulo di blocchi. Sulla sinistra, proseguendo la risalita, si accede al \u201cRamo di sin.; costeggiando invece il fianco destro del Salone del Ciclope, appare la <strong>Grande Colonna<\/strong>, del diametro non inferiore ai due m: un gendarme che sembra quasi invitarci all\u2019attenzione ed al rispetto. Proseguendo oltre, ancora a destra, ecco un altro caposaldo importante: il n 42.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"850\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/blog-img-traversi-2.jpg\" alt=\"\" data-id=\"8015\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/blog-img-traversi-2.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2011\/11\/09\/ramo-dei-traversi-e-ramo-nord-stefano-zucchini\/blog-img-traversi-2\/\" class=\"wp-image-8015\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/blog-img-traversi-2.jpg 650w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/blog-img-traversi-2-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"642\" height=\"850\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fossile-1.jpg\" alt=\"\" data-id=\"7412\" data-full-url=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fossile-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2012\/08\/25\/bosnia-2012-diario-di-campo\/blog-img-fossile-1\/\" class=\"wp-image-7412\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fossile-1.jpg 642w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/blog-img-fossile-1-227x300.jpg 227w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:25px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Da qui \u00e8 possibile scorgere il passaggio che porter\u00e0 fuori dal salone, ma soprattutto ci si imbatte in un\u2019altra splendida colonna che si erge su di una stalagmite in assetto orizzontale, esito dell\u2019evidente collasso del pavimento. Viene soprannominata affettuosamente <strong>Highlander<\/strong>, come colui che era destinato a vivere per sempre. Proseguendo oltre l\u2019Highlander si ha l\u2019impressione di aver raggiunto il fondo della sala.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrutando invece verso il basso, a sinistra, \u00e8 identificabile un piccolo pertugio; percorrendolo a gattoni ci si trova a camminare sul bordo destro di quella che pare quasi una grande dolina interna, con le pareti verticali ed in terra. Prudenza vuole che armiamo un traverso di sicurezza. La dolina, denominata <strong>Black Hole<\/strong>, evidentemente formatasi a seguito del rapido svuotamento di un livello inferiore, chiude dopo aver raggiunto una profondit\u00e0 di circa 18 m in una fessura di dimensioni impraticabili. Oltre la dolina vi \u00e8 un altro enorme ambiente lievemente inclinato, le cui pareti sembrano nascondersi alla luce dei nostri caschi. Misura in pianta 50 m x 120 m, con un\u2019altezza di circa 30. Il <strong>Salone Passaggio a Nord-Ovest<\/strong> \u00e8 anch\u2019esso esito di fenomeni di crollo. Il suo pavimento \u00e8 occupato sul lato sinistro da un viscido sfasciume roccioso, mentre a destra compare un canalino che raccoglie le scarse acque di percolazione. Lasciataci quindi la dolina alle spalle e risalendo lungo il piano inclinato, esploriamo sulla destra (CS. 45) una prima diramazione che reca al <strong>Pozzo delle Sirene<\/strong>, cos\u00ec detto per gli strani echi e suoni che ne escono. Continuando a risalire alla sin. del canalino, appare una ennesima, splendida colata che i cristalli calcitici riflettenti le luci dei nostri led fanno sembrare un cielo stellato. Avvezzi alle modeste belt\u00e0 delle grotte nel gesso, ci lasciamo andare alla poesia e le atribuiamo il nome di <strong>Parete del Firmamento<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Poco pi\u00f9 in alto, pi\u00f9 o meno all\u2019altezza del centro del Salone, sono visibili varie colonne e pendenti, molte delle quali di notevoli dimensioni. Poco oltre la met\u00e0 del Salone possiamo notare sulla destra quello che sembra un altro grosso arrivo. Per verificarlo risaliamo la pendice di instabili, enormi massi di frana. Termina con un anfratto. Rientrati sul Salone continuiamo verso monte, ma da quella parte chiude. Sempre sulla destra invece c\u2019\u00e8 un piano inclinato che conduce ad una nuova galleria, occlusa in parte dai crolli. Reca all\u2019attacco di un enorme pozzo, denominato <strong>Gerione<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Usciti dal pozzo della risalita nel Mondo Nuovo si percorre una galleria: da qui, in corrispondenza di una saletta, si scorge un pertugio sulla sinistra. Superato il passaggio, ci si ritrova alla base di un pozzo che, risalito, reca ad una cengia di roccia dal fondo sdrucciolevole. 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