{"id":8285,"date":"2020-05-20T11:28:49","date_gmt":"2020-05-20T09:28:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=8285"},"modified":"2020-05-20T11:28:53","modified_gmt":"2020-05-20T09:28:53","slug":"la-nascita-del-soccorso-speleologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/05\/20\/la-nascita-del-soccorso-speleologico\/","title":{"rendered":"La nascita del Soccorso speleologico"},"content":{"rendered":"\n<p><em>a cura di: Lelo Pavanello<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sino al 1965, nella speleologia italiana non c\u2019era stato motivo per interessarsi del soccorso in grotta, gli incidenti che si erano verificati erano stati risolti in maniera autonoma dai vari Gruppi Speleologici, ne riportiamo alcuni tra i pi\u00f9 significativi:<\/p>\n\n\n\n<ul><li><strong>1955<\/strong> Abisso Gach\u00e8 (Marguareis &#8211; Piemonte) dove Lucio Mersi, speleologo triestino, perde la vita precipitando nel pozzo di 120 metri. Recupero effettuato da speleologi di Trieste.<\/li><li><strong>1961<\/strong> Pozzo della Ventrosa (Monti Prenestini &#8211; Lazio) muore la speleologa romana Adriana Androsoni nel corso di una esplorazione. Recupero effettuato da speleologi di Roma.<\/li><li><strong>1964<\/strong> Spluga della Preta (Monti Lessini &#8211; Veneto) la speleologa veronese Marisa Bolla Castellani precipita nel P. 88 e muore. Recupero effettuato da speleologi di Verona con l\u2019ausilio di colleghi di Faenza e Bologna.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Sui erano occupati di soccorso a livello\nlocale Marino Vianello di Trieste, Eraldo Saracco di Torino, Sergio Macci\u00f2 di\nJesi, ognuno operando per proprio conto senza un collegamento con altri Gruppi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1965 diventa l\u2019anno cruciale in cui si\nverificano 2 incidenti mortali che obbligano tutti i maggiori Gruppi\nSpeleologici italiani a porsi il problema di un soccorso organizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>In agosto muore alla Grotta Guglielmo (Monte Palanzone &#8211; Lombardia) il milanese Gianni Piatti precipitando nel pozzo di oltre 40 metri che immette nella galleria terminale. Il compagno di esplorazione Danilo Mazza, con alle spalle le pi\u00f9 significative esplorazioni di quegli anni, esce dalla cavit\u00e0 e dirama l\u2019allarme.<\/p>\n\n\n\n<p>Il periodo \u00e8 il peggiore perch\u00e8 trovare qualcuno in agosto \u00e8 molto difficile, viene approntata una squadra che per\u00f2 non \u00e8 in grado di raggiungere la salma. L\u2019allarme si allarga e raggiunge il campo speleologico sulle Alpi Marittime organizzato dal Gruppo Speleologico Piemontese di Torino; parte una squadra composta da speleologi di Torino, Bologna e Faenza tra cui speleologi che avevano esplorato la Grotta Guglielmo in giugno. Al Rifugio Palanzone, presso il quale si apre la grotta, regna una gran confusione e i soccorritori dovranno dormire per terra, arrivano anche speleologi da Trieste. <\/p>\n\n\n\n<p>Viene approntato un piano per il recupero: entra la squadra con gli esploratori che erano scesi nella cavit\u00e0 a giugno, che raggiunge la salma e la recupera sino a circa -250 metri, da qui un\u2019altra squadra risalir\u00e0 sino all\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si rende conto che per un intervento del genere ci sono voluti 6 giorni, manca completamente ogni attrezzatura adeguata per un recupero di salma o ferito&#8230; esistono speleologi tecnicamente capaci ma totalmente disorganizzati in tema di soccorso. Questo intervento offr\u00ec l\u2019occasione per ampliare la collaborazione tra vari Gruppi Speleologici e fece capire come certi problemi si potevano risolvere solamente lavorando tutti assieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche giorno dopo mor\u00ec in Sardegna nella Grotta Su Anzu, Eraldo Saracco speleologo di Torino, il recupero fu effettuato dai compagni. Sull\u2019emozione di questa morte, gli amici del Gruppo Speleologico Piemontese decisero di sviluppare l\u2019iniziativa per costituire una struttura di soccorso in grotta.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Seguirono vari contatti con persone e Gruppi speleologici e si arriv\u00f2 alla presentazione, nell\u2019ambito del 6\u00b0 Congresso Speleologico dell\u2019Emilia Romagna (Formigine, 19 settembre 1965) della relazione di Giulio Badini del Gruppo Speleologico Bolognese su <strong>l&#8217;opportunit\u00e0 di creare un Corpo di Soccorso Speleologico<\/strong>. La parte organizzativa grav\u00f2 principalmente sul Gruppo di Torino ma grazie alla collaborazione di molti fu possibile iniziare la costituzione del Soccorso Speleologico. In questa fase, fu fondamentale la collaborazione dei Gruppi Speleologici che inizialmente, misero a disposizione materiale e sedi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>5 e 6 marzo 1966 si tiene a Torino l\u2019Assemblea Costituente<\/strong>: sul territorio nazionale ora operano circa 100 volontari suddivisi in 5 gruppi che si occupano principalmente della parte tecnica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1966 si verifica un incidente che mette a dura prova il neonato organismo: 4 speleologi bolognesi restano bloccati al Buco del Castello (Roncobello &#8211; Bergamo), dove una piena improvvisa del torrente sotterraneo gli impedisce di risalire un pozzo di oltre 80 metri. Nelle operazioni di soccorso purtroppo muoiono 2 volontari, anch\u2019essi bolognesi, trascinati dalla cascata nel tentativo di scendere il pozzo e raggiungere i bloccati. <\/p>\n\n\n\n<p>Ci vorr\u00e0 una settimana per recuperare i bloccati e le due salme.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo grazie alla collaborazione di Bruno Toniolo, Direttore del Corpo Soccorso Alpino il soccorso speleologico ne entra a far parte come Sezione Speleologica del Corpo Soccorso Alpino del Club Alpino Italiano. A Trieste nel novembre <strong>1969 ha luogo il 1\u00b0 Congresso Nazionale del Soccorso Speleologico<\/strong> (ne seguiranno poi altri): particolare importanza \u00e8 riservata alla parte medica, mentre quella tecnica resta l\u2019obiettivo primario in quanto \u00e8 necessario standardizzare materiali e metodi oltre al creare affiatamento tra i volontari. A questo scopo vengono organizzate delle esercitazioni nazionali, la prima nel 1970 all\u2019Antro del Corchia (Alpi Apuane &#8211; Toscana).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1972 nasce il <strong>Bollettino<\/strong>: pubblicazione cartacea che porta a conoscenza dell\u2019attivit\u00e0 del Soccorso Speleologico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto1720-1024x670.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8343\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto1720-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto1720-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto1720-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto1720.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sono trascorsi oltre 50 anni e il Soccorso Speleologico \u00e8 una realt\u00e0 valida e ben operante, non solo in Italia, abbiamo lavorato sodo, sbagliando anche alle volte ma sempre pronti a correggere gli errori e sempre con l\u2019intento di essere utili a chiunque possa trovarsi in difficolt\u00e0 in qualsiasi grotta, sia in Italia che in altri Paesi, abbiamo spesso collaborato con la Protezione Civile in situazioni in cui la nostra specializzazione \u00e8 risultata fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente il Soccorso Speleologico \u00e8 parte integrante del <strong>CNSAS<\/strong> (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) ed \u00e8 composto da circa 800 Tecnici Volontari suddivisi in 16 Zone a base regionale. Al suo interno operano varie Commissioni:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Comunicazione e Documentazione<\/li><li>Medica<\/li><li>Tecnica<\/li><li>Disostruzione<\/li><li>Speleosubacquea<\/li><li>Esteri<\/li><li>Scuole<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il tutto coordinato da un Comitato Esecutivo a cui fa capo un Responsabile Nazionale coadiuvato dai 16 Delegati di zona.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel periodo 2000 &#8211; 2019 in Italia si sono verificati 248 incidenti che hanno coinvolto 364 persone cos\u00ec suddivise: 273 maschi, 55 femmine, 36 non noti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Queste\nle conseguenze:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul><li>nessuna  134<\/li><li>lievi 73<\/li><li>gravi  126<\/li><li>morti 31<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Momento\ndell\u2019incidente:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul><li>Risalita 137<\/li><li>Avanzamento 145<\/li><li>Immersione 18<\/li><li>Esterno 47<\/li><li>Scavo 17<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Rispetto ai decenni precedenti abbiamo registrato un calo significativo degli incidenti, nonostante l&#8217;aumento del numero degli speleologi, che pu\u00f2 essere ricondotto al ruolo formativo dei vari Corsi di Speleologia SSI o CAI che sono riusciti a migliorare il livello tecnico degli speleologi, soprattutto rispetto al passato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"850\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto1791.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8345\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto1791.jpg 650w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto1791-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sino al 1965, nella speleologia italiana non c\u2019era stato motivo per interessarsi del soccorso in grotta, gli incidenti che si erano verificati erano stati risolti in maniera autonoma dai vari Gruppi Speleologici.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8344,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[141],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8285"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8285"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8346,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8285\/revisions\/8346"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8344"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}