{"id":8351,"date":"2020-05-20T11:37:00","date_gmt":"2020-05-20T09:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=8351"},"modified":"2020-10-11T20:28:12","modified_gmt":"2020-10-11T18:28:12","slug":"complesso-partigiano-modenesi-news-esplorative-e-primo-importante-aggiornamento-catastale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/05\/20\/complesso-partigiano-modenesi-news-esplorative-e-primo-importante-aggiornamento-catastale\/","title":{"rendered":"Complesso Partigiano-Modenesi: news esplorative e primo importante aggiornamento catastale"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Articolo completo su Sottoterra 148 (2019), a cura di L. Pisani e F. Cendron<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019importanza del Complesso Pozzo dei Modenesi (o Grotta dei Modenesi) \u2013 Grotta del Partigiano \u00e8 ormai sotto gli occhi di tutti, con oltre 3.6 km di gallerie, pozzi e meandri rilevati e una gamma di morfologie carsiche complete per il panorama dei gessi della Regione. In questo articolo vengono presentate le relazioni delle ultime uscite esplorative del 2019, e viene presentato il primo importante aggiornamento del rilievo topografico che \u00e8 stato depositato al Catasto delle cavit\u00e0 naturali dell\u2019Emilia-Romagna e consultabile tramite il Catasto della FSRER. <\/p>\n\n\n\n<p>Il rilievo del Complesso rappresenta il frutto di anni di lavoro e fatica da parte di tantissimi speleologi e speleologhe del GSB-USB, nonch\u00e9 di una base digitalizzata, per quanto riguarda il \u201cModenesi storico\u201d, derivata dal rilievo del GSCT degli anni \u201990. Non insignificante \u00e8 stata anche la difficolt\u00e0 di collegare stili e metodi di rilievo diversi, oltre ad una serie di scelte doverose per rendere leggibile e coerente la schematizzazione e la gerarchizzazione in rami del Complesso. <\/p>\n\n\n\n<p>La principale classificazione vede infatti la scelta di considerare come \u201cstorica\u201d, per questa nuova tavola, tutta la porzione delle due cavit\u00e0 spazialmente ubicate pre-Salone A. Rossi (ambiente dal quale \u00e8 iniziata l\u2019esplosione esplorativa degli ultimi anni). La scoperta del Rossi non solo coincide con l\u2019avvicendarsi delle pi\u00f9 succose novit\u00e0 esplorative, ma anche con l\u2019intercettazione della porzione di cavit\u00e0 geneticamente correlabile alle gallerie carsiche (attive e fossili) del Sistema Ronzana-Farneto, ora raggruppate con il macro-ramo \u201cAlbano il Cubano\u201d. Esso era finora inteso come i primi condotti fossili esplorati nel corso delle adrenaliniche e primissime punte a valle del Rossi, nella zona tra la \u201cSala del Niphargus\u201d e \u201cLa Marana\u201d, quando eravamo ancora all\u2019oscuro di tutto ci\u00f2 che si trovava alle nostre spalle e davanti a noi. Per rendere pi\u00f9 chiara la scansione e la lettura delle diverse aree genetiche del Complesso, \u00e8 stato quindi scelto di unificare tutto il mondo \u201csotto-il-Rossi\u201d, ed affine al sistema carsico di Ronzana, nel grande macro-ramo di \u201cAlbano il Cubano\u201d, elevato ora ad una posizione gerarchica pi\u00f9 alta. Al contrario, la porzione del \u201cPartigiano-Modenesi Storico\u201d \u00e8 rappresentata dalle vie di drenaggio vadose (meandri, pozzi e laminatoi) dei due inghiottitoi nella parte alta del Complesso. Va tuttavia precisato che di questa macro-area, alcune diramazioni dei \u201cRami Alti sopra la Giunzione\u201d e nel meandro principale del Pozzo dei Modenesi (prima del Trivio) sono di recente esplorazione. Concludendo, si \u00e8 optato per utilizzare un tipo di classificazione che cerca di comprendere sia criteri \u201cmorfologico\/genetici\u201d, che \u201cesplorativo\/temporali\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>La grotta \u00e8 in ogni caso in continua e costante evoluzione, e alcuni rami rimangono ancora da rilevare. Come spesso accade per complessi mastodontici come questo, ogni sasso spostato pu\u00f2 regalare emozioni e nuovi metri di buio. Crediamo quindi che sar\u00e0 un <em>work-in-progress<\/em> in cui la parola \u201cfine\u201d verr\u00e0 dettata solo ed esclusivamente dalla volont\u00e0 degli speleo che vorranno cimentarsi in questa difficile esplorazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-7-1024x670.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8361\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-7-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-7-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-7-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-7.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Condotta fossile Lungo Marana Rockfeller (foto di M. Dondi)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>23.03.19, <\/strong>di Luca Caprara:<\/p>\n\n\n\n<p>Ritrovo\nore 8.00 al parcheggio alto sopra il Farneto (l&#8217;entusiasmo \u00e8 gi\u00e0 alto), con\nl&#8217;obiettivo di eseguire il rilievo di una sala di recente scoperta, denominata\n&#8220;degli Squali&#8221;, pseudonimo di un gruppetto di facinorosi esploratori\na cui va il merito di averla individuata. La\ngrotta si presenta asciutta come mai prima d&#8217;ora e mi riferiscono (non\nessendoci mai stato, annuisco e me ne compiaccio), che ci\u00f2 facilita\nnotevolmente progressione e permanenza. Dopo alcune calate, risalite, meandri e\nstrettoie, giungiamo al salone Rossi, ove lasciamo imbraghi e compagnia bella, considerato\nche da quel punto non servono, dicono. E ci infiliamo nella Via dell&#8217;Evaso,\ncirca venti metri di agonia a strisciare in questo pertugio alto 20 cm. E\ngrazie al cazzo, dico io: mi s&#8217;incastrava la Tikka al collo, figurati\nl&#8217;imbrago. Si prosegue arrivando all&#8217;attivo, in cui riusciamo a non bagnarci\neccessivamente, date le condizioni favorevoli. Dopo alcuni su e gi\u00f9, si giunge\nalla famigerata sala degli Squali: passiamo alcune ore fra rilievo ed\nesplorazione di sale attigue e ricerca di eventuali nuove vie. Scusate la\nscarsit\u00e0 di dettaglio, ma ero un po&#8217; distratto dal pensiero di dovermi rifare l\u2019Evaso\n(in salita). Finita la raccolta dati (circa 50 capisaldi e dimensioni analoghe\nal Rossi, se ho capito bene), un Pisani soddisfatto ordina la ritirata.\nEssendoci alternative alla Via dell&#8217;Evaso, seppur pi\u00f9 lunghe, siamo un po&#8217;\nincerti sul da farsi. Il mio sguardo da &#8220;chi cazzo me l&#8217;ha fatto\nfare&#8221; non \u00e8 passato inosservato&#8230;si decide comunque di riprendere\nquell&#8217;angusto pertugio, grazie anche agli incoraggiamenti e al supporto morale\ndei compagni di viaggio. In modo inaspettato, fila tutto liscio e, lenti ma\ninesorabili (Castrowilly style), ne usciamo senza problemi. La risalita\nprosegue senza intoppi e verso le 18:00 siamo fuori, per ammirare un notevole\ntramonto che irradia lo skyline bolognese. Rilievo a parte, grotta notevole che\nconsiglio agli ex compagni di Corso, vuoi perch\u00e9 \u00e8 formativa nell&#8217;approccio\nalle strettoie, vuoi perch\u00e9 \u00e8 fin troppo giusto che anche gli altri soffrano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno partecipato: <\/strong>L. Caprara, G. Dondi, M. Dondi, L. Grandi, M, Meli, L. Pisani, A. Sangiorgi. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>13.04.19, <\/strong>di Luca Pisani:&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Si\ndecide di andare alle gallerie inferiori a valle e per la precisione alle\nGallerie di Cristallo e nella zona soprastante al Gerione, per ultimare i tratti\ndi rilievo mancanti. Arrivati alla Sala del Cervino, ci dividiamo in due\nsquadre: Meli, il &#8220;Vate&#8221; Giorgino ed io cominciamo a rilevare, mentre\ngli altri si adoperano per fotografare decentemente questi bellissimi ambienti.\nViene riesplorato e rilevato interamente tutto il giro ad anello delle\nGallerie, Trivio, ecc. (magnifiche per dimensioni e bellezza degli ambienti)\nche si sviluppano su pi\u00f9 livelli da entrambi i lati del Salone e si vanno a\nricongiungere pi\u00f9 a valle con la parte alta del Gerione, ma che purtroppo non\nhanno ulteriori potenzialit\u00e0 esplorative. Nel frattempo, la seconda\nsquadra-foto finisce di esplorare il meandro alle spalle del Sasso-Cervino, che\nviene ribattezzato &#8220;Il (meandro) Cuccarini&#8221;, il quale termina sotto\nil pozzetto finale, senza prosecuzioni. Geneticamente \u00e8 la porzione a monte del\nmeandrino dell&#8217;incidente di Sciucco. Viene ispezionata anche nuovamente la Sala\ndel Cervino e al suo centro, spostando qualche sasso, Alessio e Max riescono a\nraggiungere un ambiente fangoso di discrete dimensioni, battezzato\n&#8220;Saletta della Bovanga&#8221;. Il gruppo si ricompatta e finiamo il giro al\nGerione Alto, dove avevamo lasciato indietro un possibile passaggio da rivedere\ne rilevare. Sicuramente era gi\u00e0 stato visto in precedenti uscite fatte con\nRobby ed Elena e altre di Piero&amp;Co. L&#8217;area presenta giri ad anello,\nscollamenti e salette limitrofe interconnesse da giganteschi crolli che\nandrebbero rivisti per bene. In vari ambienti si nota il soffitto levigato\ndelle gallerie fossili (che sono la nostra speranza), ma grandi muri di\nsedimento e\/o crolli impediscono qualsiasi prosecuzione verso valle. Con le\npive nel sacco ce ne torniamo indietro e lasciamo questa zona (chiamata nella\nsua interezza &#8220;Area28&#8221;), il Cuccarini e la Saletta della Bovanga\nancora da rilevare per la prossima volta. Siamo comunque contenti, perch\u00e9 siamo\nriusciti a documentare con belle foto il Cervino e le Gallerie di Cristallo e\nfinire il rilievo di questo ramo principale (280 m circa di sviluppo). <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno partecipato: <\/strong>A. Copparoni, G. Dondi, M. Dondi, L. Grandi, M. Meli, L. Pisani, A. Sangiorgi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"867\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-6.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8360\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-6.jpg 650w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-6-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><figcaption>Il collettore attivo nelle gallerie inferiori (foto di M. Dondi)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>25.05.19, <\/strong>di Massimo Dondi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8\nla prima volta che un gruppo cos\u00ec numeroso composto da ben nove speleo, entra\nin questa impegnativa grotta nelle sue zone pi\u00f9 profonde e lontane. L\u2019intento \u00e8\nquello di rilevare alcune diramazioni a valle, lasciate in sospeso durante le precedenti\nuscite. Ai consueti frequentatori: Alessio, Giorgino, Matteo, Max e Piso, si\naggiungono i recidivi Coppa e Rasta, e per la prima volta, Sammy il\n&#8220;Condor&#8221;, e Paoloner il &#8220;Primo Ufficiale&#8221;. Entriamo verso\nle 9:30 e uno dietro l\u2019altro scendiamo fino a raggiungere il Salone Rossi. La\ngrotta, nonostante le abbondanti piogge, si presenta come al solito e non\nesageratamente bagnata, ma ormai sappiamo che la differenza tra l\u2019avere poco\nfango ed averne molto, \u00e8 decisa dalla temperatura esterna. Ci togliamo gli\nimbraghi e proseguiamo verso le parti pi\u00f9 basse. Strisciamo per tutta &#8220;la\nPressa&#8221;, passiamo le varie salette ed arriviamo alla magnifica &#8220;Sala\ndel Cervino&#8221;. Qui ci dividiamo nei due gruppi: il primo composto dal\nCondor, Max, Paolone, Piso e Rasta, con destinazione &#8220;Ramo Gigliola&#8221;\ne &#8220;Sala della Tabaccaia&#8221;. L\u2019altro, composto da Alessio, Coppa,\nGiorgino e Meli, nelle zone pi\u00f9 alte del &#8220;Gerione&#8221; ed &#8220;Area\n28&#8221;. Noi che scendiamo verso le zone pi\u00f9 bagnate, oltrepassiamo la\n&#8220;Marana&#8221;, dove il torrente presenta molta acqua (anche se non \u00e8 in\npiena), e risaliamo &#8220;Dark&#8221;, fino ad arrivare in fondo al &#8220;Pozzo\ndella Risoluzione&#8221;, ai piedi del Gerione. Da qui scendiamo nei vari\ninfangatissimi passaggi, fino a raggiungere nuovamente il letto del torrente.\nCi arrampichiamo su una parete di fango sulla destra, punto di partenza della\nvia fossile (Ramo Gigliola) che ci permette di bypassare il torrente. Arriviamo\nalla &#8220;Sala delle Rondini&#8221; ed infine alla Tabaccaia, dove cominciamo\nsubito a fare il rilievo nella parte pi\u00f9 a valle, in mezzo agli incredibili\nmassi crollati. Questa zona, ribattezzata &#8220;Ramo Furtivo&#8221;, \u00e8\nestremamente instabile, stretta ed insidiosa e si presenta come un caotico\nlabirinto tra blocchi franati che portano nuovamente sull&#8217;attivo o in una diramazione\nsulla destra che a sua volta prosegue per circa 30 m fino ad una piccola\nsaletta. Dopo avere passato anche l\u2019ultima strettoia e prese le ultime misure,\ndiamo un\u2019occhiata alla porzione terminale della saletta, da cui proviene un bel\npo\u2019 di aria attraverso le fessure della roccia. Iniziamo a spostare dei sassi e\ndel fango secco e, dopo alcuni minuti di lavoro, ecco quello che non ci\naspettavamo. Con i battiti del cuore a mille e i brividi lungo il corpo, ci\naccorgiamo che il passaggio sembra esserci e prosegue con misure decenti, salvo\nil primo metro e mezzo, da allargare nell\u2019argilla e nei sassi. Non abbiamo gli attrezzi\ngiusti per affrontare questo scavo che, seppur non proibitivo, dobbiamo a\nmalincuore lasciare per la prossima volta e proseguiamo per finire le altre\nparti da rilevare mancanti. Dopo avere mangiato un boccone, ci infiliamo di\nnuovo nel Ramo Gigliola che rileviamo e poi in tutti e camini, cunicoli e\npassaggi vari, rilevandoli e cercando una via che, disgraziatamente, non\nesiste. Questa \u00e8 una zona molto pericolosa, a causa della grande instabilit\u00e0\ndella roccia, ammantata da sedimenti argillosi cos\u00ec intrisi d\u2019acqua da sembrare\nstracchino. Ricorda molto alcune parti di Ca\u2019 Fornace. A ritroso ci colleghiamo\ncon il punto di partenza e riprendiamo la via del ritorno, dopo aver rilevato\ncirca 170 m di diramazioni. A quel punto sono le 18 e siamo fuori per le 22.\nAlle auto, con grande sorpresa, vediamo che i compagni della squadra 2 sono\nancora l\u00ec, gi\u00e0 cambiati e ci stanno aspettando. Anche loro alla fine sono\nusciti verso le 21, facendo la loro parte di rilievo e soprattutto trovando\naltri nuovi ambienti che racconteranno nella seconda parte di relazione. Dopo\n12 ore di grotta, l\u2019euforia \u00e8 alle stelle per la bellissima giornata passata in\ncompagnia ad esplorare ambienti magici, sapendo poi che il pi\u00f9 bello deve\nancora venire: la super pizza del BBK!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno partecipato nella Squadra 1: <\/strong>P. Calamini, S. Curzio, M. Dondi, L. Pisani, M. Fantuzzi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>25.05.19, <\/strong>di Alessio Sangiorgi:<\/p>\n\n\n\n<p>Riprendo\nda quando ci siamo divisi con la 1^ squadra, alla &#8220;Sala del Cervino&#8221;.\nCi prepariamo al rilievo distribuendo i ruoli: Meli al Disto X, Giorgino ai\ncapo saldi con il Coppa ed io al Topodroid. Tralasciando qualche problemuccio\nall&#8217;inizio, con l&#8217;applicazione il rilievo procede tutto molto bene; per me si\ntratta del primo rilievo ufficiale in grotta e devo dire che il Minicorso \u201cRilevare\n\u00e8 facile\u201d ha dato i suoi frutti. Rileviamo e disegniamo tutta l&#8217;area 28 e le aree\nalte del Gerione e l\u00ec, proprio in quelle zone, superando un passaggio esposto\nin cima al Gerione, Meli scopre un nuovo ambiente, molto interessante. Si\npresenta come una sala di circa 18 m di lunghezza e 5 di larghezza; \u00e8 presente\nun discreto flusso d&#8217;aria proveniente da un cunicolo che si restringe.\nRiusciamo a rilevare anche questa nuova diramazione chiamandola &#8220;Sala\ndelle 40 vergini&#8221;. Continuando il rilevamento dell&#8217;area 28, Coppa prende\nil possesso del cellulare e prosegue il disegno su Topodroid. Colgo l&#8217;occasione\nper gironzolare nell&#8217;Area 28 e curiosare un po&#8217; in giro. Spostando qualche masso\nvicino al punto di rilievo 28, intravvedo un passaggio stretto ed insidioso che\nsi apre su un terrazzino accostato a un pozzo molto largo e profondo circa una\ndecina di metri. Non \u00e8 possibile scenderlo in libera. Il vano appena scoperto\nha dimensioni decisamente interessanti; nella sala sono presenti concrezioni di\n&#8220;Beacon&#8221; intatte e comunque rotte, sul pavimento. L&#8217;ambiente \u00e8 molto\nramificato in tutte le direzioni e per questo decidiamo di sospendere\nmomentaneamente il rilievo per curiosare un po&#8217; in questi nuovi spazi. Meli ed\nio scendiamo in libera un pozzettino, ma, arrivati alla base, ci accorgiamo di\nessere nei livelli bassi del Gerione, vicini a Dark; questo settore della\nGrotta si chiamer\u00e0 &#8220;Mondi paralleli&#8221;. Optiamo per una dilazione dell&#8217;esplorazione\nad un&#8217;altra volta, per poter finire il rilievo dell&#8217;Area 28 e, piano piano, ci\nincamminiamo verso la luce.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno partecipato nella Squadra 2: <\/strong>A. Copparoni, G. Dondi, M. Meli, A. Sangiorgi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>02.06.19, <\/strong>di Nevio Preti:<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo due anni, su spinta di Castrovilli, rieccoci\nal Partigiano per cercare di concludere la risalita lasciata in sospeso appena\nsotto al 2\u00b0 pozzo. Non ci aspettavamo sviluppi significativi in quanto quella\nrisalita fu iniziata pi\u00f9 per scopi didattici e solo un minimo di curiosit\u00e0.\nPartiamo verso l&#8217;alto sulla corda&nbsp;esistente constatando subito che un\nattacco \u00e8 arrugginito ed il mosco lasciato allora \u00e8 inchiodato che neanche la\ncagnetta riesce ad aprire. Superato il limite precedente (6-8 metri) iniziamo a\nchiodare in verticale sulle pareti lisce e lavorate. Castro fa una ottima e\npuntuale sicura, non so con cosa, visto che l&#8217;otto l&#8217;ha lasciato in macchina (o\nin garage?) ed il grigri non offre garanzie. Per\u00f2 funziona e da sopra ogni\ncomando viene eseguito con solerzia. Man mano che si sale, il camino pare prima\nstringere e poi allargare dietro ad una quinta, tutto in verticale e senza nulla\nper allestire dei naturali.&nbsp;Chiodi su chiodi, le dieci piastre stanno per\nfinire e serve recuperare i rinvii e le piastre da sotto. Ad un certo punto, in\nun posto stretto fra le pareti, con la vista di una saletta interessante l\u00ec\nsopra, in contrapposizione, scaricando fango secco e sabbia dentro alla tuta di\nCastro, riesco a raggiungere la sommit\u00e0 e finalmente tramite un paio di\nnaturali fare un armo \u201csemiserio\u201d per far salire tutti. Purtroppo, il camino\nchiude fra massi di crollo, una radice,&nbsp;dolicopode, insetti vari fra cui\nun moscone. Con materiale recuperato fissiamo la statica e con qualche\naggiustamento torniamo gi\u00f9 soddisfatti. Come preventivato chiude ma almeno ci\nsiamo tolti il dubbio. La sorpesa \u00e8 stata la misura di&nbsp;quanto risalito, circa\n20 metri di netta verticale,&nbsp;fra i pozzi pi\u00f9 alti del\nPartigiano.&nbsp;Torneremo a rilevare.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno partecipato: <\/strong>M. Castrovilli, A. Pin, N. Preti<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"975\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8358\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-5.jpg 650w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Partigiano-5-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><figcaption>Pozzo della Giunzione (foto di F. Grazioli)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>13.07.2019, <\/strong>di Nevio Preti:<\/p>\n\n\n\n<p>Visti i tempi ristretti per la pubblicazione del\nrilievo completo e annesso articolone sulle nuove scoperte al\npartigiano-Modenesi, con Piso abbiamo deciso di accelerare il completamento\ndelle parti rilevate prima della sua partenza per il Brasile. Morale: stanotte,\nin fretta e furia si \u00e8 composta una squadretta da 2 per andare a rilevare il\nCamino dei Tre.<\/p>\n\n\n\n<p>Rilevata e disarmata, rilevato anche il \u201crametto\nElettra\u201d nei piani alti sopra la giunzione (un altro&nbsp;Zuffa circa di\nsviluppo). Nei prossimi giorni vedremo di accelerare su foto e il rilievo di\nquanto ancora da fare ai piani bassi e remoti. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno partecipato: <\/strong>L. Pisani, N. Preti<\/p>\n\n\n\n<p><strong>17.08.19, <\/strong>di Luca Pisani:<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\ntroviamo alle 9.30 al parcheggio dopo aver recuperato il palmare per rilievo\ndal buon Cepe, tornato la sera prima dalla Bosnia. In circa mezz&#8217;ora siamo al\nsalone Rossi attraversando i meandri e cunicoli del Partigiano in condizioni\ndeplorevoli per la quantit\u00e0 di fango presente. Dal Rossi percorriamo la Via\ndell&#8217;Evaso, anch&#8217;essa stranamente piena di fango attanagliante, e gi\u00f9 fino\nall&#8217;attivo, che troviamo praticamente secco con solo qualche pozza. Indossiamo\ni guanti in neoprene e ci infiliamo nella lunga galleria, riuscendo comunque a\nnon bagnarci. In poco meno di due ore siamo alla \u201cSala del Caos\u201d, dove armiamo\ncon una corda con nodi lo scivolo che porta direttamente al \u201cSalone degli\nSquali\u201d, permettendo di evitare la pi\u00f9 lunga e pericolosa salita tra le zone di\ncrollo. All&#8217;imbocco della grande sala, Alessio e Max si infilano in un pertugio\nche porta ad una breve diramazione terminante su una nicchia di sassi\nsemi-mobili che iniziano a disostruire, mentre io e Giorgino calibriamo il\nDistoX. Terminate le operazioni i due tornano: lo scavo \u00e8 facilmente\nproseguibile ma la direzione sembra proprio tornare verso il centro del Salone,\nquindi viene lasciata in sospeso per il momento. Procediamo uniti per il\nrilievo delle diramazioni secondarie che chiudono un giro ad anello fino al\ncaposaldo &#8220;20&#8221;, zona da cui parte un altro ramo, ora ribattezzato \u201cRamo\ndel Venti-latore\u201d, che termina su una zona di crollo (chi l&#8217;avrebbe mai detto?)\ndove Max disostruisce con mazza e scalpello un passaggio con flusso d&#8217;aria.\nDopo alcune ore di lavoro si riesce a passare, e oltre si apre una saletta da\nun lato chiusa completamente, dall&#8217;altro presenta due punti con aria: una frana\nin verticale tra i cui massi si vede del nero, e una pi\u00f9 interessante crepa\nstrettissima da cui passa il grosso del flusso d&#8217;aria. Oltre slarga di brutto e\nsi vede una prosecuzione, in direzione del Salone&#8230;potrebbe tornare l\u00e0, oppure\nandare ancora pi\u00f9 verso monte (le nostre speranze). Vedremo una volta collegati\ni rilievi per capire meglio la posizione. Tornando pi\u00f9 in basso, un&#8217;altra\nnicchia dove avevamo scavato Ale ed io sembra avere una stretta prosecuzione\nsulla sinistra, ma anche qui da disostruire e un lavoro lungo. La zona \u00e8\npotenzialmente ricca di punti di scavo, ma sembra tutto in zona di crollo secondaria,\nsenza dare grandi speranze o aspettative. Magari terminati i punti\ninterrogativi pi\u00f9 succosi e facili, si potr\u00e0 tornare a dare un&#8217;occhiata.\nTorniamo stanchi morti al Salone degli Squali, dove controlliamo l&#8217;ultimo punto\ndi scavo lasciato indietro le altre volte, il pi\u00f9 a monte del Complesso: a\nturno lavoriamo e dopo circa mezz&#8217;ora il passaggio \u00e8 forzabile. Aldil\u00e0 niente\ndi eclatante, una piccola saletta nel fango compatto: chiude da tutte le parti,\nc\u2019\u00e8 solo una piccola finestra sulla destra che si ricongiunge verso il Salone\ndegli Squali in un punto pi\u00f9 alto. Piano piano ci riprepariamo alla lunga via\ndel ritorno, completamente zuppi di fango e stanchi da morire. In circa tre ore\nsiamo fuori, con schiena e muscoli a pezzi. Andiamo a rigenerarci al Covo dove\nci raggiunge anche Minghino per una prelibata pizzona.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hanno partecipato: <\/strong>G. Dondi, M. Dondi, L. Pisani, A. Sangiorgi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019importanza del Complesso Pozzo dei Modenesi (o Grotta dei Modenesi) \u2013 Grotta del Partigiano \u00e8 ormai sotto gli occhi di tutti, con oltre 3.6 km di gallerie, pozzi e meandri rilevati e una gamma di morfologie carsiche complete per il panorama dei gessi della Regione.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":8353,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"gallery","meta":[],"categories":[140],"tags":[184,187],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8351"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8351"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8351\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8549,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8351\/revisions\/8549"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8353"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}