{"id":8372,"date":"2020-07-18T16:45:05","date_gmt":"2020-07-18T14:45:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/?p=8372"},"modified":"2020-07-29T16:16:42","modified_gmt":"2020-07-29T14:16:42","slug":"grotta-del-farneto-scavi-nel-cunicolo-infernale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/2020\/07\/18\/grotta-del-farneto-scavi-nel-cunicolo-infernale\/","title":{"rendered":"Grotta del Farneto: scavi nel cunicolo infernale"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Di Jenny Bertaccini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A voi amici lettori, non nascondo una certa ansia da prestazione  nello scrivere questa relazione poich\u00e9 l&#8217;uscita,  diversamente da quello che credevo inizialmente, ha assunto i connotati  dell&#8217;epica. Partiamo dall&#8217;inizio. Mi aggrego grazie  all&#8217;insistenza di Paoloner (Paolo Calamini) che, alla mia dichiarazione: &#8220;Ma che ci  faccio, \u00e8 un&#8217;uscita da maschi alfa&#8221;, mi risponde: &#8220;Finiscila, prepara  tutto, muta compresa, che tra 30 minuti passo a prenderti&#8221;.&nbsp;Per  sicurezza mi porto anche il costume da bagno e l&#8217;<em>Internazionale<\/em>, la  rivista, ipotizzando un mio magro coinvolgimento. Mai aspettativa fu pi\u00f9  sbagliata. <\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;arrivo al parcheggio, la mia partecipazione come unica  quota rosa riscuote un certo interesse e, alla mia conferma di avere con  me una muta da 5 mm, vengo arruolata in una delle squadre che  entreranno nel leggendario cunicolo. Si tratta di una delle zone pi\u00f9 a monte della famosa Grotta del Farneto, dietro alla quale si celano alcuni vasti ambienti raggiunti in qualche rara occasione negli anni &#8217;60 e &#8217;70 dagli speleo di Modena guidati da M. Bertolani. Oggi il cunicolo non \u00e8 pi\u00f9 praticabile, e diversi quintali di &#8220;motriglia&#8221; (fango liquido poltiglioso e colloso) e acqua impediscono di progredire e raggiungere questi fantomatici e ormai misteriosi ambienti.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio spallucce e penso che sia  molto meglio cos\u00ec, piuttosto che stare al sole con noiosi articoli da  giornale. Mi viene anche comunicato che nessuna donna ha avuto, fino ad  ora, la voglia (a posteriori dichiaro che non \u00e8 assolutamente questione  di audacia, si tratta proprio di trovare la voglia dentro di s\u00e9 di  immergersi dentro quella m&#8230;.a) di entrare in questa infernale cloaca dei Gessi bolognesi. Anche in questo caso penso che non mi dispiaccia, in  fondo, l&#8217;onore di tale primato.&nbsp;Si parte con sicurezza:  Paoloner e Piso (Luca Pisani) compongono la prima squadra che entra nel cunicolo fino al punto pi\u00f9 largo raggiunto per controllare il livello di acqua e cercare di abbassarlo e facilitare i lavori di avanzamento; la seconda squadra con i fratelli  Massimo e Giorgio Dondi e la mia aggiunta per proseguire l&#8217;avanzamento nel pertugio da cui  proviene aria. La terza squadra composta da coloro che non hanno muta  per immergersi, ovvero Minghino (Massimo Fabbri), Nimitz (Giuliano Rodolfi), il Rasta (Michele Fantuzzi) e l&#8217;inossidabile Sommo (Giancarlo Zuffa). Pi\u00f9 tardi ci raggiunger\u00e0 Lupo (Luca Grandi), per immergersi anche lui  nel fantastico cunicolo delle meraviglie.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"650\" height=\"850\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Operazione-Bertolani-II-Farneto-19.jpg\" alt=\"\" data-id=\"8381\" class=\"wp-image-8381\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Operazione-Bertolani-II-Farneto-19.jpg 650w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Operazione-Bertolani-II-Farneto-19-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Verso l&#8217;imbocco del cunicolo infernale (foto di M. Dondi)<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Primo obiettivo:  adottare la tecnica moderna della pompa per svuotare il cunicolo  dell&#8217;acqua residua della volta scorsa, che, fortunatamente, non \u00e8  aumentata. Entrano Piso e Paoloner fino allo slargo dentro il cunicolo,  stendendo il tubo necessario a raccogliere l&#8217;acqua; si posizionano  anche Minghino e Max per tenere in posizione il tubo. Gli addetti alla  pompa Nimitz ed io. Inizia l&#8217;egregio lavoro di pompaggio di Nimitz,  mentre io lo aiuto a tenere salda la pompa, che purtroppo non ottiene il  risultato sperato di richiamare acqua dal cunicolo, colpevole forse la  lunghezza del tubo e il dislivello del cunicolo (non \u00e8 certo il demerito  dell&#8217;arduo lavoro di pompaggio di Nimitz, che risulta ai miei occhi  davvero encomiabile&#8230;insomma: ha fatto una gran pompa). Si finisce quindi  a ricorrere ai vecchi e fidati metodi, di svuotamento tramite secchi.  Raggiungo Minghino che, posizionatosi poco prima dell&#8217;ingresso &#8220;a collo  d&#8217;oca&#8221; del proverbiale cunicolo, individua un agevole scolo in cui  versare gran parte dell&#8217;acqua che i due in avanscoperta ci mandano.&nbsp;Finita  l&#8217;acqua inizia il secondo obiettivo: svuotare la saletta dalla  motriglia, in modo da creare le condizioni ottimali per la  disostruzione dell&#8217;apertura individuata in saletta. Arrivano enormi  secchi gonfi di motriglia pesantissima e appiccicosa, che Minghino  gentilmente alleggerisce nello scolo a fianco e poi mi passa per  attivare la meravigliosa macchina a catena che grazie a Max, Giorgino,  Rasta, Nimitz e l&#8217;incommensurabile Sommo Zuffa, porta la motriglia fuori  dal cunicolo. Un&#8217;intensa motriglia che vedo fuoriuscire dai secchi, che  \u00e8 niente rispetto a quello che mi aspetta tra poco. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono interminabili  momenti di attacca e stacca secchi, si lavora con un ritmo bello,  sostenuto, insomma una macchina oliata e perfettamente funzionante,  coadiuvata dal fatto che siamo un bel numero per fare funzionare in  maniera sostenuta la catena.&nbsp;Piso e Paoloner ci annunciano  che adesso la saletta \u00e8 pi\u00f9 libera e consente di lavorarci pi\u00f9  agevolmente. Il gruppo riscontra adesso un po&#8217; di confusione da &#8220;entro  io, no entri tu, io sto ancora dentro, io ancora resisto a mollo ma non  so quanto&#8221; fino a che non prende in mano la situazione Minghino che si  dichiara momentaneo leader per dirimere il breve momento di disagio,  dichiarando &#8220;voi due uscite dal cunicolo, che entrano Jenny, Max e  Giorgino&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 fatta, mi si apre davanti agli occhi, nella  penombra, un piccolo antro che va chiudendosi, con un soffitto sempre  pi\u00f9 basso, chiss\u00e0 se promette un&#8217;apertura pi\u00f9 in l\u00e0. Ma non \u00e8 il  soffitto basso che richiama l&#8217;attenzione, \u00e8 la melma galleggiante di cui  \u00e8 impossibile valutarne la profondit\u00e0 e vederne la fine. E&#8217; densa come  melassa e il luccichio dell&#8217;acqua di cui \u00e8 impregnata sembra farti  l&#8217;occhiolino per dirti &#8220;vieni, vieni, sentirai che bell&#8217;abbraccio!&#8221;.  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery aligncenter columns-1 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"670\" src=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Operazione-Bertolani-II-Farneto-9-1024x670.jpg\" alt=\"\" data-id=\"8380\" class=\"wp-image-8380\" srcset=\"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Operazione-Bertolani-II-Farneto-9-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Operazione-Bertolani-II-Farneto-9-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Operazione-Bertolani-II-Farneto-9-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Operazione-Bertolani-II-Farneto-9.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Il cunicolo infernale (foto di M. Dondi)<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche in questo caso faccio spallucce e mi immergo in quelle sabbie  mobili, per nulla accoglienti, che ostacolano i movimenti gi\u00e0 resi  complicati dalla muta spessa sotto la tuta. L&#8217;avanzare crea inoltre un  effetto &#8220;onda&#8221; che ti copre ritmicamente il collo e parte del viso,  insomma non \u00e8 proprio come stare in piscina, per\u00f2 anche il fango ha il  suo lato divertente, fa tornare bambini.&nbsp;Arrivo finalmente  allo slargo dove effettivamente c&#8217;\u00e8 modo di stare un pochino fuori  dalla motriglia, almeno con la parte superiore del corpo, insomma: non \u00e8  basso e stretto come nel tratto precedente. Mi raggiungono Max e Giorgino che  per sua sfortuna, essendo l&#8217;ultimo e addetto al riempimento sacchi, \u00e8  completamente immerso sdraiato nella motriglia. Oltretutto ha una  muta molto sottile, patir\u00e0 inevitabilmente parecchio freddo in questo posto fradicio e ventilato. <\/p>\n\n\n\n<p>Con la delicatezza che lo  contraddistingue, Max inizia una miracolosamente pulita ed attenta opera di  disostruzione del passaggio con aria, coadiuvato da un&#8217;altra macchina a  catena, sicuramente in posizione pi\u00f9 scomoda rispetto a prima, che  riempie secchi di motriglia e detriti che passiamo alla squadra  posizionata nel cunicolo pi\u00f9 alto, dove ora si sono posizionati Piso e Paoloner, sotto alla saggezza dell&#8217;instancabile Sommo  Zuffa e con l&#8217;aggiunta di Lupo appena arrivato. L&#8217;apertura individuata  continua a soffiare aria e d\u00e0 adesso su una zona di crollo che sale verso l&#8217;alto, ma ancora stretta: va  ispezionata pi\u00f9 nel dettaglio. Io esco subito dopo Giorgino, per  lasciare entrare Piso e Lupo per far vedere anche a loro come si presenta la situazione sul fronte di scavo.  <\/p>\n\n\n\n<p>Se l&#8217;entrata \u00e8 stata complessa, l&#8217;uscita non la dimenticher\u00f2 mai! Immersa fino alla bocca nella motriglia, con i movimenti che si fanno  davvero difficili e lenti per la motriglia, per la muta, per il freddo  ma soprattutto per una certa stanchezza accumulata, guadagnare l&#8217;uscita diventa adesso davvero un&#8217;impresa. Il casco mi si incastra nel &#8220;collo  d&#8217;oca&#8221;, non vedo nulla perch\u00e9 l&#8217;impianto di illuminazione \u00e8 coperto completamente di fango. Sento la motriglia fredda sulle labbra, a un passo dal naso.  Piego la testa a destra e riesco a scastrare il casco, ok ora ci passo,  vedo la luce di Piso che mi aspetta dall&#8217;altra parte, dai, un ultimo sforzo, un&#8217;ultima  nuotata in questa m&#8230;.a e riesco a venirne fuori, da questo sporco colon intestinale del Farneto. Wow che passaggio!!! Usciamo  cos\u00ec ridotti, male ovviamente, infangati ovunque, in coda alla visita  turistica che ha appena terminato l&#8217;escursione nel ramo principale della Grotta, tra lo stupore degli adulti e gli sguardi di  ammirazione dei bambini.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Vi chiederete a questo punto, dove stia l&#8217;epica in questo racconto. Innanzitutto, sta nel fatto che siamo a un passo dalle leggendarie sale dei Modenesi e lo dico con una certa dose di certezza  perch\u00e9 un passaggio cos\u00ec ostico e infernale come quel cunicolo non pu\u00f2  che essere il preludio di qualcosa di grande, di mitologico come le sale  dei Modenesi. Secondo fatto epico, mi riportano che il Sommo Zuffa si \u00e8  espresso nei miei confronti con la dichiarazione: &#8220;Jenny? Jenny \u00e8 una <em>belva<\/em>.&#8221; Un appellativo di questo livello assegnatomi da quello che Paoloner ha giustamente definito &#8220;un pioniere della Speleologia Italiana&#8221; come il Sommo Zuffa, \u00e8 una delle onorificenze pi\u00f9 grandi che  potessi desiderare. Wow che onore! Ripaga ogni fatica!\u00a0E l&#8217;epica non finisce qui. L&#8217;epica di questa uscita \u00e8 racchiusa anche  nell&#8217;opera di lavaggio di s\u00e8 stessi e dell&#8217;attrezzatura nel fiume Idice (visto  che ho fatto bene a portarmi il costume da bagno!) sotto un&#8217;improvvisa e fredda pioggia torrenziale condita da chicchi di grandine grandi come noci. Rimarr\u00e0 nei nostri occhi tutta la romagnolosit\u00e0 di Paoloner che, non curante della violenta grandine, continua, sotto gli sguardi  attoniti nostri e di una famigliola incauta rifugiatasi nell&#8217;auto di Lupo, a lavare imperterrito la sua attrezzatura, indossando solamente il costume da bagno e il casco da grotta a protezione per la grandine.\u00a0Insomma, grazie amici, compagni di cunicoli infernali, per la divertentissima ed epica giornata trascorsa insieme. Vi assicuro, a voi che leggete, che le risate sabato non sono mai mancate. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi  rendo ben conto di essere stata terribilmente prolissa e mi perdonerete  per questo, ma permettetemi di chiudere con due riflessioni da  filosofa.\u00a0Ho ancora nella mente lo sguardo di curiosit\u00e0 e ammirazione della bambina al parcheggio e il sorriso meraviglioso che mi  ha fatto annuendomi quando al termine del mio racconto le ho chiesto: &#8220;Vero che lo farai anche tu tra qualche anno?&#8221;. Spero di aver trasmesso a  quella bambina, a quella futura donna, la convinzione che nella vita  pu\u00f2 fare tutto, che se sar\u00e0 in grado di immaginare e di provare tutto  quello che vuole con entusiasmo e senza pregiudizi e insicurezza, otterr\u00e0 risultati al pari e forse anche oltre quelli che otterranno i  suoi amichetti maschi. Purtroppo una societ\u00e0 maschilista con  tendenze paternalistiche come la nostra, ci prova costantemente a  spegnere l&#8217;entusiasmo e l&#8217;autostima, ci costringe a crescere con  racconti costellati da eroi maschili, ci costringe a immedesimarci  sempre con figure maschili perch\u00e9 sono ancora poche, nel nostro racconto collettivo, le figure femminili in cui i bambini possano immedesimarsi, ma attenzione: non perch\u00e9 non ce ne siano, ma perch\u00e9 non vengono raccontate, non trovano il giusto spazio, appunto, nel racconto collettivo. In realt\u00e0 anche noi possiamo essere <em>belve<\/em> o, come direbbe la Murgia, noi siamo <em>tempesta<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultima riflessione, poi la  chiudo davvero, intrinsecamente filosofica, che mi pongo e che mi \u00e8  stata spesso posta: cosa spinge alcuni essere umani a immergersi nella  m&#8230;.a fino al collo in un cunicolo e stare a mollo in posizione  scomodissima per ore? Sicuramente non possiamo dare una risposta in  poche righe a un quesito cos\u00ec complesso, che oltre al piano esistenziale  forse abbraccia anche quello psicologico, ma voglio lasciarvi con uno  spunto di riflessione. Non sembra forse una condizione metaforica della  condizione esistenziale umana, che galleggia in un mondo piuttosto pieno  di m&#8230;..a?<\/p>\n\n\n\n<p>Quel tentativo di liberare il cunicolo dalla motriglia, facendolo tutti insieme in un autentico e condiviso lavoro di squadra,  in maniera divertente, insieme a quella pura e genuina gioia quando riesci a  uscire da quella motriglia appiccicosa che cerca di trattenerti, non pu\u00f2  diventare forse metafora del tentativo umano di togliere,  collettivamente e con una certa dose di leggerezza, un po&#8217; della m&#8230;a che c&#8217;\u00e8 al mondo in superficie e, insieme, provare a uscirne, provare a togliercene un  po&#8217; di dosso? Insomma, s\u00ec, potrei andare avanti ore con questo &#8220;pippone&#8221;, ma mi fermo al piano della sollecitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Baci fangosi a tutti!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;arrivo al parcheggio, la mia partecipazione come unica  quota rosa riscuote un certo interesse e, alla mia conferma di avere con  me una muta da 5 mm, vengo arruolata in una delle squadre che  entreranno nel leggendario cunicolo. Si tratta di una delle zone pi\u00f9 a monte della famosa Grotta del Farneto, dietro alla quale si celano alcuni vasti ambienti raggiunti in qualche rara occasione negli anni &#8217;60 e &#8217;70 dagli speleo di Modena guidati da M. Bertolani. Oggi il cunicolo non \u00e8 pi\u00f9 praticabile, e diversi quintali di &#8220;motriglia&#8221; (fango liquido poltiglioso e colloso) e acqua impediscono di progredire e raggiungere questi fantomatici e ormai misteriosi ambienti.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":8377,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[140],"tags":[187],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8372"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8372"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8372\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8404,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8372\/revisions\/8404"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8377"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gsb-usb.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}