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Storia del Gruppo

Nel 2012, il GSB ha festeggiato l'80° anniversario della sua fondazione (1932), ad opera di Luigi Fantini (1895-1978). Contemporaneamente, l'USB ha scandito il 55° anno dalla sua fondazione, avvenuta nel 1957.

Le due Associazioni Speleologiche Bolognesi cominciarono ad organizzare congiuntamente alcune attività dal 1972, quando decisero di riunire le forze per una azione più incisiva di contrasto contro le devastazioni causate al patrimonio carsico locale dalle industrie estrattive del gesso e promuovere l’istituzione del Parco dei Gessi Bolognesi.

Dal punto di vista formale, presero parte al lento ma inarrestabile processo di avvicinamento non due, ma quattro Gruppi: da una parte il GSB e lo Speleo Club Bologna, dall’altra il G.S. Duca degli Abruzzi e la PASS. Si trattò di un evento ben raro nel panorama dell’Associazionismo Speleologico, caratterizzato ancor oggi dal ben più frequente fenomeno della frammentazione: fu una scelta saggia ma difficile, che innescò un lento processo di interazione, formalizzato solo nel 1976 e concluso nel 1979.

Nel 2012, GSB ed USB hanno festeggiato insieme anche quarant’anni di impegno e di ricerca comuni, sintetizzati nella pubblicazione del bellissimo libro Le Grotte Bolognesi, e celebrati con una mostra in Sala Borsa a Bologna.

Nel 2020 il processo federativo fra GSB e USB si è concluso con l’unificazione formale in un unico gruppo, il GSB-USB APS.

GSB - Gruppo Speleologico Bolognese

Le ricerche speleologiche sistematiche nell’area dei gessi Bolognesi furono intraprese nel 1931 da Luigi Fantini, fondatore nel novembre del 1932 del Gruppo Speleologico Bolognese, entrato nel C.A.I. nel 1933.

Al termine del primo anno di attività ben 68 cavità, più della metà di quelle presenti all’epoca nell’intera Regione, risultarono scoperte, esplorate e rilevate, quindi inserite nel Catasto Nazionale di Postumia. Vi sono comprese la Grotta della Spipola (3 Km), la grotta M. Gortani (1.8 Km), la Grotta di Gaibola (1 Km), ma l’attenzione del G.S.B. si concentra soprattutto sul sistema Acquafredda – Spipola, che rappresenta ancora oggi il maggiore e più importante complesso di cavità nei gessi d’Europa. Nel ’35 hanno inizio i lavori di adattamento turistico della Spipola, aperta alle visite guidate del pubblico nel ’36. Le esplorazioni riprendono con vigore nel dopoguerra, quando il Gruppo trova la via per proseguire all’interno dell’Acquafredda, fino alla “Sala dei Tre”. Nel ’58, per la prima volta, si effettua il congiungimento fra la Spipola e l’Acquafredda, attraverso il passaggio allagato che unisce le due grotte.
Fra il ’65 e il ’69 un ciclo di accurate esplorazioni nel settore a monte del Sistema consente di aggiungere ulteriori 2120 m all’Inghiottitoio, mentre il nuovo rilievo di dettaglio della Spipola le assegna uno sviluppo di 2685 m.

L’intero Sistema supera i 6 km. È del ’64 la scoperta della Grotta S.Calindri (1500 m), che viene immediatamente chiusa per preservarla dalle deturpazioni che hanno spogliato le più belle grotte nei gessi. Nel ’64 si penetra nell’Inghiottitoio di fondo del Buco dell’Inferno, e nel ‘77-’79 nel Buco del Bosco (grotta protetta) e nella Grotta di Ca’ Fornace.

La cessazione delle attività estrattive che distruggono da monte e da valle il Sistema Spipola – Acquafredda permette di ripetere per la 2ª volta il congiungimento lungo il Rio Acquafredda (’79) e di dare inizio al rilievo della parte a monte del complesso. È nel corso di queste operazioni di rilevamento che perde la vita lo speleologo Rodolfo Regnoli (’80), Curatore del Catasto Regionale della F.S.R.E.R.. Un nuovo tassello, di oltre 500 m, si aggiunge nell’’81 con la scoperta della diramazione dedicata a R.Regnoli nel Pozzo presso il P. di S.Antonio. Nell”87 la campagna di rilievo all’Acquafredda apre la via ad incredibili prosecuzioni: il Ramo delle Meraviglie, Il Salone G.Trebbi, cui fanno seguito il congiungimento al P.P.P. ed al Buco dei Buoi (’89), che avviene attraverso lo scavo del “Cunicolo dei Nabatei” (120 m intasati dai sedimenti). L’attuale sviluppo del Sistema ammonta ad oltre 9000 metri. La vocazione esplorativa del Gruppo, maturata nelle Grotte del bolognese, trova conferma ben presto anche al di fuori della Regione, fin dalla discesa a -130 nell’Abisso Caracas (Marguareis, ’58).

Le successive spedizioni in Toscana all’Antro del Corchia (-668), in Veneto alla Spluga della Preta (-879), in Calabria (Voragine di Bifurto, -683), vedono gli speleologi del G.S.B. sul fondo delle più profonde ed impegnative cavità italiane. Negli anni ’70 gli abissi di M. Pelato, dell’Altissimo e del Tambura (Alpi Apuane) sono il teatro consueto delle esplorazioni Bolognesi, che culminano con le risalite dell’Antro del Corchia, che – prima del congiungimento con la Fighiera – tocca i 950 m di dislivello.

Dal 1985 il G.S.B. e l’U.S.B. partecipano alle ricerche negli abissi e nelle grotte di ghiaccio nel Ghiacciaio del Miage (Val d’Aosta), sul Gorner (Svizzera) ed in Caracorum (Pakistan), ove sono scoperti profondi fenomeni di carsismo glaciale. Nell”89 G.S.B. e U.S.B. sono presenti alla I spedizione italiana in Russia (Samarcanda) e nelle Filippine (’90). Nel corso della spedizione Garrapatas ’89, nello Stato Messicano del Chiapas, sono state rilevate 17 nuove grotte e “sotanos”.

L’Unione Speleologica Bolognese si inserisce nel composito panorama speleologico della città nel 1962, esito della fusione di due Gruppi: il G.S. “Duca degli Abruzzi”,(fondato nel 1957 come G.S. Giovanile”, dal ’59 al ’60-’61 “G.S. Michele Gortani”), e la P.A.S.S. fondata nel ’59 come Pattuglia Speleologica Scouts, poi Scientifica).

USB - Unione Speleologica Bolognese

Presidente dell’U.S.B. resta per alcuni anni uno dei fondatori del G.S. Giovanile, Lodovico Clò, che, chiamato a ricoprire incarichi in ambito nazionale, nella Società Speleologica Italiana, vi porterà tutto l’entusiasmo e la capacità organizzativa che lo distinguevano e, che contribuiranno ad avviare realizzazioni del tutto innovative: l’assicurazione, la Rivista Nazionale, una Società di Gruppi Speleologici, ed anche il Soccorso.

Nell’area dei Gessi Bolognesi sono da ascriversi all’attività di ricerca dell’U.S.B. la scoperta e l’esplorazione della Grotta del Tempio e del Ragno, del Pozzo delle Pisoliti, della Grotta Carlo Pelagalli al Farneto, e del Ramo Nuovo, nel Buco dei Buoi. I più importanti lavori scientifici riguardano l’area del Farneto, esaminata dal punto di vista idrogeologico, e gli studi condotti nel Laboratorio Sotterraneo della Grotta Novella, attrezzato nel 1971.

Il Laboratorio, ancora oggi in piena efficienza, dopo 19 anni testimonia il poderoso impegno che vi fu profuso dall’Unione. L’azione tesa alla salvaguardia ed alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico dei Gessi Bolognesi decolla nel ’60, in una con il G.S.B., ma prosegue, praticamente solitaria, per un decennio, sospinta dalla determinazione di Luigi Donini, che, con Carlo Pelagalli perde la vita il 28 Aprile ’66, nel Buco del Castello (BG).

Le campagne di stampa, le conferenze, le proiezioni, ma soprattutto le numerose denunce dei cavatori alla magistratura e la continua pressione esercitata nei confronti degli Enti Locali determinano un rallentamento delle escavazioni e ne impediscono l’ulteriore espansione. Nel ’72 tuttavia l’aggravarsi della situazione induce U.S.B. e G.S.B. a riunire gli sforzi. Nel ’77 si ottiene la chiusura degli impianti estrattivi e, molto più tardi (1988), la costituzione del primo Parco Regionale carsico: quello dei Gessi Bolognesi. Parallelamente al G.S.B., anche l’Unione provvede concretamente alla protezione delle grotte: nel 1971 intraprende la bonifica e l’adattamento turistico “leggero” della Grotta del Farneto, sostenendone l’ingente onere finanziario. Vengono inoltre chiuse al pubblico il Pozzo delle Pisoliti ed il Buco dei Buoi (1974), da allora grotte protette. Nel ’71 l’U.S.B. organizza il IV Convegno Speleologico dell’Emilia Romagna ed il Simposio di Studi sulla Grotta del Farneto, e, nell”82, insieme al G.S.B., il XIV Congresso Nazionale di Speleologia.

Una storia comune

Dagli anni ’70 fino ad oggi tantissime sono state le attività comuni dei due Gruppi speleologici.

In particolare sono proseguite le esplorazioni nell’area bolognese dove segnaliamo la scoperta di un grande sistema tutt’ora in esplorazione, quello delle grotte del Partigiano e dei Modenesi, che ha raggiunto attualmente oltre 3 km di sviluppo totale. Sono state condotte idagini idrogeologiche sulla Dolina dell’Inferno e numerose esplorazioni nella grotta della Casupola, con il raggiungimento del terzo collettore attivo della dolina. E’ stato inoltre riaperto lo storico ingresso della grotta Cioni, perduto da decenni, ripristinandone il collegamento con la Ferro di Cavallo. Inoltre proseguono numerose scoperte e riscoperte in grotte di importanza minore in località Farneto e Croara. Si sta procedendo ad una rapida revisione catastale.

Grande impulso viene dato alle esplorazioni extraregionali in particolare sul m.te Altissimo (LU) nelle Alpi Apuane, dove dal 1994 è in esplorazione il sistema di grotte che fa a capo all’Abisso Astrea che, in questi ultimi anni, ha trovato nuovo slancio. Nell’area va ricordata la pressante campagna al Buco della Condotta e fosso di Capricchia, oltre che sistematiche ricerche sulle Coste del Giovo (2008-2019). Da citare anche le numerose campagne in Sardegna (dagli anni ’60 ad oggi).

Nel frattempo, nel 1991 nasce in sede, al Cassero di P.ta Lame il museo Speleologico L.Fantini, riconosciuto dall’IBACN e dalla provincia di Bologna, presso il quale troverà posto la biblioteca speleologica L.Fantini che raccoglie oltre 8000 volumi, inserita nel progetto nazionale “Speleoteca” di consultazione online.

Dagli anni 2000 numerose sono le spedizioni internazionali fra cui citiamo Messico 1989, Honduras 2005, Bosnia dal 2008 fino ad oggi, Albania 2015-17, Filippine 2014-2017. Numerose le partecipazioni di singoli soci a spedizioni in giro per il mondo.

Dagli anni ’90 in avanti a Bologna si è sviluppato un forte interesse sui sotterranei e le ricerche ipogee di carattere storico che hanno portato i Gruppi a condurre campagne riesplorative e di documentazione fra cui citiamo il rilievo degli Ipogei della Rupe di Sasso Marconi (BO) (1998), il rilievo delle trincee di M.te Sole (BO) (1997), la documentazione dell’antico acquedotto romano (2005-2010 c.a), e di numerosi altri ipogei quali le canalette sotto Bologna di competenza del Consorzio della Bonifica Renana, le indagini sul percorso del cunicolo del Nettuno (anni 2015-2016).

Dagli anni 2000 sono inoltre state avviate impegnative ricerche nelle miniere abbandonate in collaborazione con la FSRER che vede nostri soci specializzati alla conduzione di delicate esplorazioni in ambienti ACAR, privi di ossigeno.

Dopo gli anni dei grandi ritrovamenti archeologici (grotta S.Calindri anni ’60), paleontologici (dagli anni ’30 fino al 2000 in cava Fiorini, Filo e nelle grotte S.Calindri e Gufo) nel 2016, a seguito di alcuni importanti ritrovamenti si è risvegliato l’interesse della comunità scientifica verso il patrimonio conservato nelle grotte bolognesi. Importanti sviluppi di questi ricerche verranno via via comunicati alla cittadinanza.

Tutti gli anni da oltre 50 si tiene in sede il Corso di 1° Livello di avviamento alla speleologia con alto gradimento da parte dei partecipanti.

La nostra rivista “Sottoterra” esce regolarmente 2 volte l’anno e contiene tutte le notizie inerenti le nostre ricerche, dalla lista delle uscite, alle notizie associative, ai resoconti delle esplorazioni ed iniziative varie, fino agli articoli di approfondimento tematico. I nostri soci contribuiscono regolarmente alla redazione della rivista regionale (Speleologia Emiliana) e nazionale (Speleologia), oltre che ad articoli specifici sui media a larga diffusione.

Dopo aver contribuito nel marzo del 1966 alla fondazione dell’allora Corpo Nazionale Soccorso Speleologico “Eraldo Saracco”, per poi entrare dopo qualche mese nel Corpo Soccorso Alpino del Club Alpino Italiano, ancora oggi continua ad essere proficuo il rapporto con l’attuale Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, inquadrato nel sistema di protezione civile. Nel 2019 fanno parte della XII Delegazione Emilia Romagna del Soccorso Alpino e Speleologico ben 12 soci del GSB-USB. Oltre agli interventi in grotta segnaliamo la presenza dei soccorritori bolognesi nell’emergenza del terremoto in Abruzzo. In questi anni purtroppo non sono mancati gli incidenti, anche gravi, che hanno coinvolto i gruppi speleologici bolognesi.

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