Il Museo Luigi Fantini

Presso Cassero di Porta Lame, P.zza VII Novembre 1944 n° 7 e 7/2. Il Museo L. Fantini è stato riconosciuto dall’IBC ed è registrato nella lista dei musei della Città Metropolitana.  Da ultimo è stato citato nel 2017 nella guida “Bologna insolita e segreta” edita da Jonglez.

Oltre alla parte espositiva vi è un laboratorio didattico, ancora in fase di implementazione, ma già dotato di alcune strutture utili all’apprendimento delle materie trattate. Tutti i locali al piano terreno sono accessibili con rampe per disabili rimuovibili. Presente un bagno.

Orari di visita: tutti i Giovedì sera dalle ore 21 alle ore 23 o su prenotazione tramite mail info@gsb-usb.it

 

Prodromi sul Museo e sulla Biblioteca

La collezione mineralogica dell’USB trae origine dalle attività speleologiche condotte dall’Associazione in molte regioni italiane ed all’estero fra il 1957 ed il 1970, anno in cui la Società Speleologia Italiana promosse una vasta campagna per una drastica riduzione dei campionamenti, anche ad uso scientifico. L’ingente mole di rocce e mineralizzazioni catalogata trovò spazio in una decina di teche, collocate al 2° piano del Cassero di Porta Lame, ove restarono esposte fino al 1990, quando ebbe inizio l’attiva collaborazione con l’IBACN della Regione Emilia-Romagna.

La Biblioteca Speleologica dell’Associazione venne fondata insieme al GSB, nel 1932 e in 77 anni si è enormemente ampliata, arricchendosi mediante acquisizioni, ma soprattutto attraverso l’intenso interscambio esistente fra le Riviste edite da GSB-USB: Sottoterra (dal 1962) e Speleologia Emiliana (dal 1964) e le pubblicazioni delle principali Associazioni Speleologiche ed Istituti Universitari Italiani ed Esteri.  Attualmente conta oltre 11.000 volumi.

L’Archivio Storico del GSB (1932-1961) venne donato al Gruppo da Luigi Fantini in occasione del suo 70° compleanno, nel 1965. Contiene l’intero epistolario e gli originali delle relazioni autografe di Luigi Fantini fra il 1932 ed il 1960 e la collezione completa del Censimento delle acque sorgive nel territorio Bolognese, realizzato da Fantini fra il 1942 ed il 1961. 

Nel 1994, a seguito di una visita in Sede dei Funzionari dell’IBACN, i Prof. Raimondi e Pisauri, vivamente interessati dall’abbondanza, qualità ed originalità del patrimonio documentale e librario disponibile, nell’intento di renderlo più facilmente accessibile al pubblico, proposero all’USB l’istituzione del “Museo e della Biblioteca Luigi Fantini”, regolato da un’apposita Convenzione. Al termine della Mostra del 1995 organizzata a Palazzo Re Enzo, in occasione del Centenario della nascita di L.Fantini, l’IBACN cedette al Museo dell’USB, per la conservazione e l’uso, l’intera collezione delle riproduzioni delle lastre fotografiche di Fantini, (Case Antiche escluse), ottenute per l’occasione dalla Fondazione della C.R. e dagli eredi.

A seguito dell’acquisizione di nuove teche e di armadi per la biblioteca, cofinanziato dall’IBACN, nel 1995 nasce ufficialmente il Museo di Speleologia del GSB-USB intitolato a Luigi Fantini presso la sede dei gruppi speleologici GSB-USB al Cassero di Porta Lame nei locali assegnati dal Comune di Bologna all’USB.

Da allora il Museo ha visto l’apertura al pubblico su appuntamento, registrando una media di 100 visitatori/anno, numero limitato anche per via della problematica accessibilità dei locali.

Tuttavia, negli ultimi 10 anni si sono moltiplicate le iniziative pubbliche del GSB-USB, soprattutto conferenze e proiezioni su tematiche ambientali e speleologiche puntualmente elencate nelle relazioni annuali comunicate al Comune di Bologna come da obblighi derivanti dalle convenzioni stipulate per l’utilizzo della sede.

 

Il rinnovato Museo di Speleologia L. Fantini 2018

A distanza di 23 anni dalla sua fondazione i Gruppi Speleologici GSB-USB hanno voluto riorganizzare il MUS migliorandone i contenuti e soprattutto trasferendone una parte al piano terreno, ove il Comune di Bologna ha concesso all’USB nuovi spazi, piuttosto angusti ma preziosi allo scopo, proprio al fine di rendere il Museo più fruibile da parte della cittadinanza.

L’allestimento dei nuovi spazi, la selezione e catalogazione dei materiali esistenti, ha costituito una straordinaria occasione di valorizzazione del patrimonio documentale e tecnico dei gruppi speleologici. Nel Museo sono visibili pezzi unici, altri rarissimi, testimoni di un’attività di ricerca peculiare, a questi livelli riscontrabile in poche altre parti in Italia. Il tutto è integrato dal copioso patrimonio documentale, in parte consultabile on line, sulle attività svolte dal 1932 fino ad oggi. 

Di seguito i contenuti di questa trasformazione:

Il trasferimento di parte del Museo al civico 7/2 piano terra e primo piano (quest’ultimo con accessibilità limitata) permette una migliore fruizione da parte del pubblico e ha consentito l’evoluzione del Museo allargando la sfera dei potenziali interessati, specializzandosi su tematiche non presenti nel contesto cittadino (storia della speleologia, dei materiali, degli strumenti, delle scoperte, delle spedizioni, utilizzando anche specifici materiali didattici, ecc.). Per permetterne una migliore riconoscibilità è stato creato un logo ad hoc.

L’ubicazione del MUS lascia intravvedere possibili sviluppi collaborativi con la limitrofa area denominata Manifattura delle Arti. Per favorire questa ipotesi di collaborazione, una delle piccole salette, quella destinata a laboratorio didattico, è dotata di allestimenti rimovibili e dotata di impianto video-sonoro, al fine di renderla fruibile da diverse tipologie di mostre, installazioni, eventi, oltre il perimetro speleologico.

Altro importante elemento è che il MUS è integrato con il rinnovato sito del GSB-USB  https://www.gsb-usb.it, Facebook https://it-it.facebook.com/GSB.USB e  Twitter https://twitter.com/GSB_USB e i siti ed archivi multimediali delle realtà speleologiche nazionali, compresa la biblioteca Fantini già inserita nella piattaforma nazionale “Speleoteca”.  

E' stato realizzato un mini-laboratorio per bambini sui fenomeni carsici (acquario dinamico), gli attrezzi utilizzati per le esplorazioni, un impianto funzionante al carburo, una cabina sensoriale che riproduce l’ambiente grotta, minerali, cristalli, concrezioni e attrezzi da “toccare” vetrine e negli spazi limitrofi vi sono:

  • una sezione dedicata a Luigi Fantini, con oggetti e documenti a lui appartenuti o coevi al periodo da lui vissuto, in parte di nuova acquisizione. E’ presente temporaneamente il nuovo rilievo topografico delle grotte scoperte da Fantini Spipola-Acquafredda, rilievo appena ultimato con i più recenti dati acquisiti
  • una sezione mineralogica. Si tratta della storica collezione di mineralizzazioni patrimonio del GSB-USB. Preziosi campioni raccolti fino al 1979, data in cui si decise di interrompere ogni prelievo dal territorio. Fra questi diversi fossili
  • una sezione dedicata alle attrezzature fotografiche e al rilievo topografico
  • la collezione di caschi e di bombole al carburo, donate dai vecchi soci
  • una sezione dedicata alle vecchie attrezzature per la progressione in grotta (scalette, corde discensori, strumenti di risalita e di sicura)
  • una parte dedicata alla riscoperta dell’acquedotto romano di Bologna con la presenza, fra gli altri oggetti, della riproduzione a grandezza reale di una sezione dell’acquedotto
  • una parte dedicata alle spedizioni in Bosnia, alle riscoperte delle antiche miniere, alle frequentazioni delle grotte durante il periodo bellico
  • una sezione è dedicata ai riconoscimenti ufficiali ricevuti dai Gruppi Speleologici, all’archivio adesivi e manifesti
  • una sezione è dedicata all’attività artigianale consistente nella costruzione di equipaggiamenti specifici
  • sarà presente un impianto multimediale con collegamento ad Internet. Mediante un PC si avrà accesso a tutto il patrimonio informatizzato del GSB-USB già oggi visibile sul sito ed in rete. Tutto sarà visibile su una TV a grande schermo dove potranno essere riprodotti immagini e video in tutti i formati.
  • Si potranno consultare riviste specialistiche (Sottoterra, Speleologia, Speleologia Emiliana) monografie, libri (Le Grotte Bolognesi e Gli Antichi Acquedotti di Bologna, entrambi editi dal GSB-USB, Atti di Convegni tematici sulle scoperte fatte ecc.).

E' importante sottolineare che gli spazi non si prestano ad una visione di “museo tradizionale”, ma verranno utilizzati al meglio per raccontare le storie legate alla speleologia (esplorazioni, ricerche, fauna ipogea, attrezzi utilizzati, storia dei grandi esploratori ecc..) partendo dagli oggetti esposti.

 

Il Direttore del MUS è il Dott. Paolo Forti, il responsabile per l'anno 2019 è il socio Roberto Cortelli.