Diario

Sino al 1965, nella speleologia italiana non c’era stato motivo per interessarsi del soccorso in grotta, gli incidenti che si erano verificati erano stati risolti in maniera autonoma dai vari Gruppi Speleologici.

Nei lunghi anni di militanza nel G.S.B. mi sono trovato dinnanzi ad alcuni problemi da dover risolvere. Due quasi contemporanei, che concernono tecniche e strumentazioni per la progressione in grotta di qualche decennio or sono: impianti di illuminazione e scalette.

Scoperta nel 1964 da Giancarlo Zuffa, del GSB e dedicata al celebre ingegnere idraulico e storico, precursore della Speleologia Bolognese, che alla fine del '700 visitò e descrisse per primo alcune grotte nei gessi e nelle arenarie del nostra provincia.

Scoperta nel 1932 dal GSB. L'ingresso naturale si apriva 28 m più in alto, con una cavità costituita da due stretti pozzi, nota con il nome di "Bus d'la Speppla, o Buco del Calzolaio". Giorgio Trebbi (della SSI) vi era già disceso nel 1903, senza trovare prosecuzione alla base del secondo salto.

Le ricerche speleologiche ebbero inizio nel 1932 e già l’anno seguente il GSB presentò a Trieste, al 1° Congresso Nazionale di Speleologia, una prestigiosa messe di risultati, che comprendevano la scoperta di una sessantina di cavità naturali e in particolare della Grotta della Spipola, della Grotta di Gaibola e della Grotta Michele Gortani, a Gesso, che allora figuravano essere le prime di sviluppo chilometrico note

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