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quasi senza fine

Il 18 dicembre, il Gruppo Speleologico Bolognese, con il patrocinio del Comune di San Lazzaro di Savena, ha organizzato alla Mediateca di San Lazzaro, la proiezione del film Quasi senza fine autoprodotto dal regista Giorgio Tomasi.

Una sala gremita di spettatori per la proiezione del film che rievoca gli accadimenti della spedizione del 25 aprile 1966 al Buco del Castello, a Roncobello in alta Val Brembana nella quale persero la vita in un tragico incidente Luigi Donini e Carlo Pelagalli nel tentativo di soccorrere alcuni compagni del GSB-USB rimasti bloccati da una piena.

Ad accompagnare la proiezione il regista Giorgio Tomasi assieme a Sergio Orsini e Aurelio “Lelo” Pavanello, due dei partecipanti alla spedizione del ’66 al Buco del Castello.

Suggestive le immagini della ricostruzione delle ore infinite del drammatico incidente, una ricostruzione puntuale dal punto di vista filologico delle tecniche speleologiche dell’epoca: la progressione sulle scalette, l’uso delle lampade all’acetilene e la scelta del regista di rappresentare il buio che nella realtà esplorativa contraddistingue il paesaggio ipogeo così come si presenta agli speleologi.

Una scelta, quella che ha contraddistinto le immagini del regista Tomasi, che ha convinto il pubblico composto in larga parte da speleologi abituati a confrontarsi con il mondo sotterraneo. Condivisibile la scelta di evitare sensazionalismi o sentimentalismi ma raccontare in modo asciutto un incidente che ha segnato tanti soci del Gruppo Speleologico Bolognese coinvolti nei fatti di Roncobello: Giordano Canducci, Sergio Orsini, Giancarlo Zuffa.

A completare la cronaca degli accadimenti, la figura di Gianni Ribaldone che ebbe l’intuizione di spostare l’attacco delle scalette e scese per raggiungere i compagni. Scomparirà in un tragico incidente alpinistico pochi mesi dopo.

L’incidente di Roncobello getterà le basi per la nascita del Soccorso Speleologico così come lo conosciamo oggi” – così ha raccontato Lelo Pavanello nel suo intervento.

Foto di copertina: da dx il regista Giorgio Tomasi, Aurelio Pavanello (tra i fondatori del Soccorso Speleologico) e Sergio Orsini (Presidente del GSB-USB Aps e della Società Spelologica Italiana).

Circa 70 spettatori tra speleologi e non.

Dal 1932 il Gruppo Speleologico di Bologna conduce esplorazioni e studio di cavità naturali e artificiali.

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