gsb-usb

Prima Traversata integrale del sistema Acquafredda-Spipola-Prete Santo

A cura di: Max, Piso, Lupo e Giorgino

Sognata da qualche anno, e in parte preparata con uscite dedicate alla conoscenza dei vari percorsi, la traversata si è realizzata quasi per caso e in poco tempo. Con le tante cose che c’erano da fare, ce l’eravamo proprio dimenticata. Decisi a provarci nonostante il tempo si sia rotto, facciamo un’uscita preventiva nell’unico punto raggiungible che ancora non conosciamo molto bene: la Saletta della Spipola. Le ricerche si prolungano più del previsto, ed è solo grazie al fiuto del Gatto che riusciamo a trovare gli ultimi trenta metri che ci dividono dalla sala.

Arrivati sul posto, e’ il copioso scorrimento di acqua presente quel giorno ci fa desistere dall’indossare le mute per andare a curiosare nei primi metri del cunicolo. La settimana successiva, tenendo sempre un occhio alle previsioni meteo, decidiamo di farla. Il tempo e’ buono e danno temporali solo per la tarda serata di sabato. Carichi come delle molle ed equipaggiati con l’essenziale, ( borsino piccolo, due barrette, mezzo litro di acqua, telo termico e guanti di ricambio ) decidiamo di indossare da subito le mute, avanzando con un pò più di calma nella prima parte per cercare di non sudare troppo. Entiramo poco prima delle 10 e in breve tempo arriviamo alla Sala dei Tre dalla quale senza fermarci proseguiamo fino alla Saletta Spipola.

E’ questo il fatidico e temuto punto in cui parte il lungo cunicolo allagato che ci porterà nella Grotta della Spipola, 955 metri più avanti. Dopo una breve sosta ripartiamo decisi per vincere la tanto temuta strettoia. Dopo una trentina di metri fatti strisciando su ciottoli ben concrezionati, arriviamo nel punto in cui il torrente Acquafredda viene alimentato anche dal Rio Croara. E’ da questo punto che il percorso si fa più impegnativo, con volta molto bassa e cunicolo allagato pieno di fango che attanaglia. Fortunatamente ne usciamo dopo poco, raggiungendo le due salette sull’attivo. Foto di rito e via di nuovo.

Davanti a noi ci sono i 355 metri di condotta a forma ellettica completamente leviagata dall’acqua. Alta dai 50 ai 70 cm per buona parte allagata con l’immancabile motriglia che ci accompagna per quasi tutto il percorso. E’ come nuotare in una piscina che non finisce mai. E’ solo nell’ultima parte che abbandoniamo l’acqua per riprendere a strisciare sui ciottoli, raggiungendo la Saletta del Cinturone. Qui siamo nel cuore dell’intero sistema , il punto più lontano da qualsiasi parte si entri. Continuaiamo instancabili fino alla Sala Floriana, visitata per la seconda vola nel giro di venti giorni e poi ancora avanti fino alla Sala Gabriella. E’ dopo di questa che incontriamo di nuovo l’acqua. Due enormi vasche la prima delle quali abbastanza profonda e gelida che ci fanno arrivare nel punto in cui Giorgione e Max avevano aperto il pavimento creando una canala di sfogo per fare defluire l’acqua. Ci rimane oramai l’ultimo tratto di cunicolo per arrivare alla Grotta della Spipola.

Consapevoli dell’imminente successo siamo davvero euforici. Ultima parte del percorso seguendo il letto del torrente, una strada che fino a pochi anni fa non si poteva fare, ma che ora è un’autostrada verso il Prete Santo dove arriviamo in un baleno. Non soddisfatti di tutto il tempo trascorso in acqua ci viene in mente di buttare uno sguardo oltre il Sifone Kavia, in onore dell’unico che era riuscito ad oltrepassarlo. Come anguille, ad uno ad uno ci infiliamo facendo passare la bocca e il naso negli unici 10 cm disponibili senza l’acqua. Al di là un meandro lungo 15 metri, alto circa tre e largo 60 cm che muore in un altro sifoncino intransitabile per dimensioni.

Basta giocare! E’ ora di uscire….. e in pochi minuti percorriamo la poca strada che ci divide dal meandro del Prete Santo, che ci porta poi nella zona di cava e finalmente fuori, all’aria aperta. Alla fine il tempo di percorrenza dell’intera traversata risulterà di 4 ore e 10′ . Dal momento che siamo in netto anticipo rispetto agli orari comunicati ai compagni allertati, andiamo a tuffarci nel torrente Savena per ripulirci da tutto il fango accumulato. E’ uno spettacolo, vedere come ci tuffiamo come tonni in quell’acqua putrida!!

Che bella avventura ragazzi! Un’emozionantissima impresa che rimarrà impressa nella storia e nei nostri ricordi.

Dal 1932 il Gruppo Speleologico di Bologna conduce esplorazioni e studio di cavità naturali e artificiali.

Scrivici

scrivici!

Se vuoi sapere o ti serve qualcosa in particolare non esitare a contattarci.




    Per avere informazioni sul corso di I livello controlla la nostra pagina Facebook.