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Bosnia Erzegovina 2019 – Diario di Campo

Sabato 10 agosto 2019 Viaggio Bologna – Visegrad

Partecipanti: Federico Cendron (Cepe), Federica Orsoni, Erika Cendron (Erikina); Yuri Tomba, Gianluca Brozzi, Giuliano Rodolfi (Nimitz); Michele Castrovilli, Elena Meluzzi, Sonia Zucchini, Fabrizio Stagni; Paolo Calamini, Jenny Bertaccini.

Primo giorno di viaggio con partenza delle 4 auto in notturna (o pre-alba se si preferisce) e arrivo quasi notturno per un totale di 16 ore e mezza di viaggio e circa 1000 km. Viaggio lungo e impegnativo, ma non abbiamo avuto alcun problema, a parte interminabili code, soprattutto in territorio bosniaco. Prendiamo alloggio e valutiamo che si tratta di appartamento superlusso.
La seconda squadra composta da Roberto Cortelli, Elena Dalla Dea, Luca Caprara, Federico Priori ci raggiungeranno successivamente.
Mi permetto di ipotizzare che in questa fase iniziale la nostra squadra è composta principalmente da due tipologie di sognatori:

  • chi è euforico perché è convinto che a questo giro si troverà il “grottone”, kilometri e kilometri, ma in fondo in fondo non ci crede davvero;
  • chi pensa che nei prossimi giorni non si troverà certo una nuova Govjestica, ma in fondo in fondo ci spera.

Domenica 11 agosto 2019

Grotta Erika – Bezdan 2, Località Bezdan, Comune di Rogatica

Partecipanti: J. Bertaccini, G. Brozzi, P. Calamini, M. Castrovilli, E. Cendron (Erikina), F. Cendron (Cepe), E. Meluzzi, F. Orsoni, G. Rodolfi (Nimitz), F. Stagni, Y. Tomba, S. Zucchini.

L’avvicinamento mette subito alla prova i potenti mezzi del gruppo per raggiungere un inghiottitoio individuato già a marzo: una parte di caparbi decide di avanzare a piedi, l’altra parte degli arditi decide di farsi strada nel bosco con i fuoristrada. Dopo qualche smadonnamento per la dimenticanza di una fondamentale motosega (da segnare nella lista delle cose da portare per la prossima spedizione), qualche rigata nella carrozzeria e qualche schizzo di fango, i due fuoristrada escono vincenti e riescono ad arrivare al parcheggio ben due minuti prima dei fantini (per poi scoprire che si raggiungeva il punto prefissato con una comoda strada, senza stare a tirare giù gli alberi dal bosco). I due gruppi riuniti procedono dal parcheggio per circa una mezz’ora di camminata nella fitta boscaglia, imbattendosi in un secondo interessante buco nel terreno che, alla prova del masso lanciato, sembra scendere molto (se ne parlerà in Grotta Tommy – Bezdan 3). Poco sotto, si individua l’inghiottitoio particolarmente scenografico, con un ingresso che promette benissimo e che ricorda vagamente la Buca dei Buoi, se non sbaglio.
Nonostante il gruppo abbia carenza di attrezzatura causa dimenticanze varie perché sprovvisto di motosega (già segnalato), di una tuta, di un sottotuta, di batteria di un casco, di batteria nella macchina fotografica, della borsina d’armo, si procede con l’esplorazione della cavità. Dopo aver ripulito un po’ l’ingresso da alberi caduti, arma G. Brozzi in maniera creativa e sportiva e scende le due calate, che scaricano moltissimo, di circa 35 metri, segnalandoci che il pozzo chiude subito sotto causa numerosi detriti rocciosi e alberi caduti. Scendono poi G. Rodolfi (Nimitz) con tuta ma in t-shirt, F. Cendron e J. Bertaccini (rigorosamente senza tuta) addetti a fotografie e rilievo. La cavità fossile si rivela essere molto scenografica sia per la forma sia per la presenza di alberi caduti in piedi sul fondo. E. Cendron (Erikina) vorrebbe scendere a visionare il pozzo ma si limita a vederlo da fuori (perché abbiamo dimenticato anche il suo casco) e a dare il nome alla grotta.

Domenica 11 agosto 2019

Grotta Tommy – Bezdan 3, Località Bezdan, Comune di Rogatica

Partecipanti: J. Bertaccini, G. Brozzi, P. Calamini, M. Castrovilli, E. Cendron (Erikina), F. Cendron (Cepe), E. Meluzzi, F. Orsoni, G. Rodolfi (Nimitz), F. Stagni, Y. Tomba, S. Zucchini.

Mentre G.Brozzi, G.Rodolfi (Nimitz), F. Cendron (Cepe) e J. Bertaccini sono impegnati in Bezdan 1, un altro gruppo composto da M. Castrovilli, Y. Tomba e S. Zucchini si avventura nel secondo buco individuato, localizzato a 100 metri sopra Grotta Erika – Bezdan 2. Scende Y. Tomba con corda da 35 metri a calata unica, armata sempre in maniera creativa e sportiva, ma non raggiunge la base del pozzo (mancano circa 3 metri). Si attende il disarmo di Grotta Erika – Bezdan 2 per recuperare l’altra corda ed effettuare un secondo tentativo per raggiungere il fondo. Entrano M. Castrovilli, G. Brozzi, J. Bertaccini per effettuare foto e rilievo. Viene armata con una doppia corda per agevolare il rilievo (che risulterà essere un rilievo creativo e sportivo). Il pozzo allarga subito dopo l’ingresso per circa 40 metri (reali, perché percepiti pure 60, soprattutto a risalire). Sul fondo del cono detritico, sul lato destro si apre un ambiente raggiungibile con un passaggio stretto, che presenta prosecuzioni troppo strette e quindi impercorribili (in Bosnia, a Bologna sarebbe un’altra storia). La grotta fossile si presenta anch’essa molto scenografica per la presenza di questo pozzo con ingresso stretto e che allarga subito sotto, ricca di belle concrezioni. E. Cendron (Erikina) la battezza grotta Tommy (in onore del simpatico amico conosciuto al mare).

Lunedì 12 agosto 2019 Ricognizione

Partecipanti: J. Bertaccini, G. Brozzi, P. Calamini, M. Castrovilli, E. Cendron (Erikina), F. Cendron (Cepe), E. Meluzzi, F. Orsoni, G. Rodolfi (Nimitz), F. Stagni, Y. Tomba, S. Zucchini.

In mattinata ci si reca presso l’Ufficio Turistico di Visegrad per conoscere Nenad Despic e prendere accordi con lui per andare a cercare una grotta che conosce e che è conosciuta nel territorio perché si dice abbia portato riparo a un partigiano durante il secondo conflitto. Comunque Nenad c’è stato e si ricorda che l’entrata è piccola ma poi si apre a una sala in cui si sta in piedi. Nel pomeriggio ci si avventura sopra Visegrad, seguendo in auto la R457 poi seguendo la deviazione a destra oltre una cancellata in legno per individuare una probabile grotta indicata su carta nei pressi di Veliki Stolac. Al termine del tratto di strada percorribile in auto, proseguiamo a piedi per la carreggiata (probabilmente spianata con un carrarmato, considerata la sua pendenza esagerata), che presenta un dislivello importante (abbiamo effettuato un +200 in pochissimi metri), con temperature tropicali, sole battente e inconfondibili impronte di orso. Perdiamo quindi la maggior parte dei componenti del gruppo. Un esiguo gruppo insiste nella ricerca effettuando un ulteriore +200 di dislivello in mezzo alla selva, per poi arrendersi all’evidenza che, con un avvicinamento così estenuante, questa grotta non c’è e anche se ci fosse, sicuro che chiude. Arrivati a casa, accogliamo festosamente la comitiva mancante composta da L. Caprara, R. Cortelli, E. Dalla Dea, F. Priori

Martedì 13 agosto 2019

Miromirova Pecina, Località Drenovac, Comune di Visegrad

Partecipanti: J. Bertaccini, G. Brozzi, M. Castrovilli, Y. Tomba, Nenad Despić, Miroslav Despić (i due ragazzi di Visegrad) e Novak (il giornalista).

Riprendiamo la R457 sopra Visegrad e la percorriamo quasi tutta (proseguendo poi la strada arriverebbe in Serbia se non ci fosse un blocco di cemento che segna il confine e non permette il transito di auto). Procediamo poi a piedi per una carreggiata di taglialegna che porta a una zona boschiva subito sopra al canyoon Brusnickog potoka (che segna il confine con la Serbia: una sponda è Bosnia – o Republika Srpska se si preferisce – l’altra è Serbia). I due fratelli Despić dopo una ricerca estenuante e con una certa difficoltà riescono ad individuare l’ingresso (adesso facilissimo da individuare, perchè prontamente segnalato da alberi profondamente segnati con accetta lungo tutto il tragitto che porta all’ingresso). L’ingresso si presenta stretto, ma si apre subito in una sala ampia. Prosegue poi per una doppia condotta parallela, divisa da colonne concrezionate, che richiude poi sulla sala di ingresso. Si tratta di una risorgente fossile, con belle concrezioni molto vecchie, che presenta molte ossa di animali, perché sicuramente utilizzata come tana.
Effettuato il rilievo da J. Bertaccini, G. Brozzi e Y. Tomba nonostante qualche trascurabile confusione tra destra e sinistra e fatte foto. Purtroppo non riusciamo ad avvisare la restante squadra (F. Cendron, F. Orsoni, E. Cendron. E. Meluzzi, G. Rodolfi, F. Stagni, S. Zucchini perché non abbiamo segnale nei cellulari.
Incuriositi scendiamo poi fino al profondissimo Canyon, lo percorriamo per alcuni metri e lo valutiamo interessante, individuando anche una spaccatura nel lato serbo. I fratelli Despic ci invitano il prossimo anno a percorrerlo insieme fino a Visegrad e magari a documentare lo sviluppo del canyon.

Martedì 13 agosto 2019

Zvekara Pecina, Località Zepa, Comune di Rogatica

Partecipanti: P. Calamini, L. Caprara, R. Cortelli, F. Priori, Nenad e Golic (i due ragazzi di Rogatica)

Cavità già individuata a marzo da cui usciva moltissima acqua dal grande ingresso principale e sifonava nella strettoia di collegamento con l’altro piccolo ingresso esplorato. Grande ingresso percorso agevolmente perché senza acqua. Si tratta di una risorgente che presenta un ambiente molto grande abitato da una numerosa colonia di pipistrelli. Parte poi una piccola condotta, che a marzo sifonava, che riporta su un ramo già rilevato a marzo. Altri passaggi non sono percorribili. Da rilevare e da fotografare. Risalito poi il fiume e trovate altre 2 risorgenti non percorribili.

Mercoledì 14 agosto 2019

Skakavac e Skakavac Bis, Località Mededa, Comune di Visegrad

Partecipanti: G. Brozzi, P. Calamini, L. Caprara, M. Castrovilli, R. Cortelli, E. Dalla Dea, F. Priori, G. Rodolfi (Nimitz), Y. Tomba

Si tratta di due piccole grotte individuate dalle carte (Skakavac è una spaccatura; Skakavac bis una paleorisorgente) che chiudono, con uno sviluppo di circa 20 metri. L’avvicinamento molto franoso ma semplice. Presenza di pipistrelli. Effettuato il rilievo da G. Rodolfi (Nimitz) e Y. Tomba.

Mercoledì 14 agosto 2019

Buca Sottostrada, Località Usce Lima, Comune di Visegrad

Partecipanti: G. Brozzi, P. Calamini, L. Caprara, M. Castrovilli, R. Cortelli, E. Dalla Dea, F. Priori, G. Rodolfi (Nimitz), Y. Tomba

Ingressi già individuati a marzo; meandro che inizia con spaccatura, molto stretto, molto fangoso e molto franoso, che chiude sull’acqua della Drina. Rilevata da G. Brozzi e G. Rodolfi (Nimitz).

Mercoledì 14 agosto 2019

Usce Lima Pecina, Località Usce Lima, Comune di Visegrad

Partecipanti: G. Brozzi, P. Calamini, L. Caprara, M. Castrovilli, R. Cortelli, E. Dalla Dea, F. Priori, G. Rodolfi (Nimitz), Y. Tomba

Ingressi già individuati a marzo; grotta fossile con grande ingresso a parete più altri 3-4 ingressi visibili. Per l’avvicinamento R. Cortelli ha armato, sempre in modo creativo e sportivo, la risalita ma la parete scarica moltissimo ed è subito sopra la vecchia strada che conduce a Visegrad. Da rilevare e fotografare. La restante squadra composta da J. Bertaccini, E. Cendron (Erikina), F. Cendron (Cepe), E. Meluzzi, F. Orsoni, F. Stagni, S. Zucchini approfitta della pioggia per effettuare una gita fuori porta a Sarajevo. Si testano le qualità e le doti di autista di Elena nelle strette stradine di Sarajevo; se la cava alla grande, meglio di Michele??

Giovedì 15 agosto 2019

Usce Lima Pecina, Località Usce Lima, Comune di Visegrad

Partecipanti: J. Bertaccini, G. Brozzi, P. Calamini, L. Caprara, M. Castrovilli, E. Cendron (Erikina), F. Cendron, R. Cortelli, E. Meluzzi, F. Orsoni, F. Priori, G. Rodolfi (Nimitz), F. Stagni, Y. Tomba, S. Zucchini,

Si tratta di una grande risorgente fossile. Avvicinamento molto comodo, appena sopra la strada dove si parcheggiano le auto. Tuttavia la parete armata per la risalita e prontamente ripulita da L. Caprara da arbusti pieni di spine, scarica molto e l’ingresso subito sopra la strada è franoso. Dall’ingresso si nota nel lato esattamente opposto, dove la Drina fa un’ansa, un’ombra (apertura??) nella parete.
Dopo l’ingresso si apre una condotta che porta fino a una piccola sala; a destra si stringe fino a chiudere su sedimenti terrosi ma un meandro la ricollega al grande salone centrale. Il salone è enorme, con un ampio ingresso che si affaccia sulla strada. Da questo ingresso R. Cortelli si è calato nel ficoide subito sotto che apre su un meandrino che in alto stringe e si ricollega all’altro ingressino a fianco.
Dal salone centrale si apre una condotta che porta a un altro ambiente con un 3 ingresso più alto che si affaccia sempre sulla strada. Da questo 3° ingresso si nota un’apertura sotto a destra, esattamente sopra la galleria. Da questo ambiente si sale su un terrazzo che a destra si apre con un lunga galleria concrezionata un po’ umida, con cannule attive, che chiude però in un stretto camino. A sinistra si pare una stretta condotta armata da R. Cortelli, che sale per qualche metro fino a chiudere. Questa condotta scarica qualche pietra. Presenza di qualche pipistrello.
Effettuato il rilievo da J. Bertaccini, F. Cendron (Cepe), M. Castrovilli, G. Rodolfi (Nimitz); fatte fotografie da P. Calamini, F. Priori, G. Rodolfi (Nimitz), Y. Tomba, S. Zucchini.

R. Cortelli, L. Caprara, F. Priori effettuano una ricognizione su buchi e e aperture visibili dalla strada lungo il canyon ma non troppo interessanti e con avvicinamento complicato. Occorrerebbe un fuoristrada per percorrere strade alternative.
G. Brozzi, P. Calamini, G. Rodolfi (Nimitz), Y. Tomba portano i saluti e ringraziamenti all’Ufficio Turistico di Visegrad.
J. Bertaccini, M. Castrovilli, E. Meluzzi, F. Stagni, S. Zucchini fanno un po’ di fuoristrada nella foresta e due passi in Serbia.

Venerdì 16 agosto 2019

Zvekara Pecina, Località Zepa, Comune di Rogatica

Partecipanti: J. Bertaccini, G. Brozzi, P. Calamini, M. Castrovilli, E. Meluzzi, G. Rodolfi (Nimitz), F. Stagni, Y. Tomba, S. Zucchini,

Dopo aver salutato E. Cendron (Erikina), F. Cendron, F. Orsoni che si avviano al viaggio di rientro in Italia, torniamo a Zepa per fare rilievo e foto. Si tratta di una risorgente attiva, ad agosto asciutta, che presenta un ampio salone abitato da pipistrelli e illuminata dalla luce che filtra da una fessura in alto (ci verrà poi riferito che si tratta di un foro provocato da granata). Di fronte all’ingresso è presente un piccolo terrazzo con strettoia che chiude immediatamente. Il salone si chiude in una strettoia pieno di detrito terroso portato dall’acqua. Una strettoia a destra dell’ingresso conduce al ramo rilevato a marzo. Risaliamo la strettoia, che a marzo sifonava, e seguiamo i segni del rilievo effettuato a marzo fino a uscire dall’altro ingresso situato appena sopra al grande ingresso da cui siamo entrati. Presenti numerosi pipistrelli anche in questo ramo. Effettuato il rilievo da J. Bertaccini, G. Brozzi, G. Rodolfi (Nimitz). Scattate numerose fotografie da P. Calamini, M. Castrovilli, Y. Tomba e S. Zucchini.

Andati poi oltre Zepa per cercare di individuare, raggiungere e posizionare l’enorme cavità visibile a parete dal villaggio di Pripecak. Tentativo non andato a buon fine causa problema tecnico (gomma forata). Tuttavia abbiamo individuato la strada che ci ha consigliato un abitante di Pripecak; all’incrocio prima di Pripecak, appena finisce la strada asfaltata, prendere la strada sterrata che sale a sinistra; superare due incroci prendendo a sinistra fino ad arrivare a uno spiazzo segnalato da un cartello. Qui lasciare il fuoristrada e percorrere il sentiero che scende a destra e che dovrebbe portare alla parete dove è presente la cavità.

Sabato 17 agosto 2019

Finisce questa settimana divertente e rigenerante e siamo costretti a riprendere il lunghissimo viaggio per l’Italia. La settimana è stata piacevole sia per le attività intraprese, sia per le meraviglie viste ma soprattutto per la compagnia: abbiamo condiviso, abbiamo parlato, abbiamo riso, ci siamo emozionati, abbiamo bevuto, mangiato, esplorato, rilevato, fotografato, sempre insieme. E penso che abbiamo trovato materiale e spunti per nuovi sogni e nuove avventure. Siamo ripartiti con l’immagine della commessa della nostra pekara di fiducia che si commuove ricevendo in dono una bottiglia di lambrusco e mi sembra una bella immagine da riportare con noi per chiudere la nostra settimana a Visegrad.

Appendice

Ai fini di condurre uno studio comparativo, contemporaneamente alla relazione delle attività e delle esplorazioni effettuate, abbiamo raccolto dati quantitativi sulle bevande alcoliche assunte dal gruppo. Escludendo le giornate di sabato, domenica e lunedì, in cui abbiamo effettuato uno studio pilota per verificare l’omogeneità del campione, abbiamo iniziato la rilevazione lunedì sera. Per omogeneità nella rilevazione, è stato conteggiato per la birra solamente il mezzo litro (birre piccole o comunque inferiori a 0,5 l sono state escluse dalla rilevazione) e per la rakia solamente la bottiglia (bicchierini offerti da locali sono stati esclusi dalla rilevazione).

Di seguito i dati raccolti da lunedì 12 agosto (sera) a sabato 17 agosto (sera):

  • Rakia: 3 bottiglie
  • Birra: 152 birre (76 litri)
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