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Biospeleologia in Govještica

di Serena Magagnoli e Francesco Grazioli (GSB-USB)

Le ricerche biospeleologiche condotte hanno interessato sia i vertebrati che gli invertebrati presenti nella Grotta di Govještica, dove finora non erano state mai condotte ricerche di questo tipo.

Grande attenzione è stata rivolta ai Chirotteri, organismi in grado di orientarsi nel volo e identificare la preda grazie a un sofisticato sistema noto come ecolocalizzazione. A tal proposito è necessario sottolineare che i Microchirotteri emettono segnali acustici di ecolocalizzazione in maniera continuativa principalmente durante il volo e che questi impulsi ricadono, nella maggioranza dei casi, in un intervallo di frequenze superiore alla soglia massima di sensibilità dell’orecchio umano.

Per questa ragione gli ultrasuoni sono elaborati e registrati utilizzando il bat-detector; uno strumento in grado di trasformare i suoni ad alta frequenza in suoni udibili all’orecchio umano. I dati così raccolti saranno analizzati grazie ad uno specifico software di analisi che richiede, per il suo utilizzo, ottime conoscenze di gestione e comprensione dei risultati ottenuti; requisiti non sempre sufficienti per raggiungere gli obiettivi sperati. Certamente l’identificazione acustica dei pipistrelli non crea agli animali alcuno stress, seppur talvolta non rappresenti un sistema esaustivo per il riconoscimento della specie. Per queste ragioni all’utilizzo del bat-detector abbiamo affiancato una sessione di catture con mistnet; reti sottili molto simili a quelle utilizzate dagli ornitologi, in grado di sfuggire al sistema di ecolocalizzazione dei pipistrelli. Gli animali caduti in rete, prima di esser nuovamente liberati, sono stati: pesati, misurati e fotografati per riuscire a ottenere il maggior numero di informazioni al riguardo.

Infine, sono stati prelevati numerosi crani di pipistrelli ritrovati sul pavimento della grotta, che ci ha permesso, guardando la forma e la disposizione dei denti, di arricchire, con ulteriori informazioni, il quadro finora delineato riguardo la chirotterofauna della Grotta di Govještica.

Per quanto concerne gli invertebrati abbiamo proceduto ricercando gli esemplari sul guano, sull’acqua o sulle pareti della grotta. Alcuni individui, tra quelli osservati, sono stati campionati e conservati in alcohol al 70% all’interno di provette, su cui è stato indicato, il luogo e la data della raccolta. Il materiale è stato inviato ai vari esperti per l’analisi al fine di giungere all’identificazione specifica.

Le ricerche nel loro complesso hanno lo scopo di fornire un contributo alle conoscenze della fauna presente nella grotta e lungo la valle della Prača, dove gli Enti locali hanno avviato le richieste per l’istituzione di un Parco naturale.

Tutte le attività illustrate sono state autorizzate dall’ Istituto per la protezione del patrimonio storico, culturale ed ambientale della Repubblica Srpska, senza il quale non sarebbe stato possibile effettuare nulla di quello descritto finora. La raccolta di campioni entomologici ed ossei, oltre all’utilizzo delle mist net per la cattura dei Chirotteri, sono stati autorizzati dal Republic Institute for the protection of Cultural, Hitorical and Natural Heritage all’interno di un progetto per l’ampliamento delle conoscenze bio-ecologiche a supporto della costituzione di un Parco naturale (foto di apertura).

Chirotteri

I pipistrelli (Chirotteri) sono gli unici mammiferi in grado di volare. Non sono ciechi, tuttavia, in ambienti di buio assoluto, affiancano alla vista anche l’emissione di ultrasuoni che utilizzano per orientarsi e per cacciare gli insetti di cui si nutrono. Il volo richiede grandi energie e l’energia si sa, produce calore. A tal proposito i pipistrelli possiedono particolari valvole a livello dei vasi sanguigni in grado di pompare il sangue nella sottile membrana alare raffreddandolo e svolgendo un ruolo importante nella loro termoregolazione. Ossa leggere, un cuore grande e un’emoglobina efficiente completano il quadro rendendo questi mammiferi unici nel loro genere. Passano tutto l’inverno in letargo (ibernazione) smettendo di alimentarsi e abbassando la temperatura corporea riuscendo così a risparmiare energia. A Marzo iniziano a svegliarsi dal torpore invernale e cominciano a cacciare per recuperare il peso perso. In Maggio-Giugno si formano le colonie riproduttive e le femmine partoriscono i piccoli concepiti nel periodo autunnale dell’anno precedente. Al parto segue lo svezzamento e un periodo di insegnamento in cui i genitori tramandano le loro conoscenze alla prole.

Artropodi incredibilmente adattati

Gli esseri viventi, in generale, presentano interessanti adattamenti (caratteristiche) in relazione all’ambiente in cui vivono. Tali adattamenti sono ancor più marcati se osserviamo gli organismi che abitano le grotte. Difatti, in condizioni di buio estremo, molti Artropodi mostrano l’incremento o la riduzione/assenza di determinate strutture; ad esempio alcuni sono privi di occhi (anoftalmi), depigmentati e con appendici particolarmente allungate. In alcuni Coleotteri abituati a vivere in condizioni di elevata umidità si osserva la presenza di igrocettori a livello delle antenne per percepire il grado di umidità dell’aria e sceglier così la direzione migliore da prendere. In altri casi ancora, si osserva addirittura la riduzione degli apparati respiratori, compensata da una forma del corpo rotondeggiante e da una membrana sottile a livello addominale attraverso la quale avvengono gli scambi gassosi. Anche le zampe, notevolmente estese, hanno la funzione di isolare il corpo dell’insetto dalle fredde pareti. Senza dimenticare gli ulteriori adattamenti che avvengono a livello fisiologico attraverso un ridotto metabolismo o la riduzione della fecondità.

Vespertilio di Natterer (Myotis nattereri), una delle specie rinvenute durante il censimento dei Chirotteri. Anche specie tendenzialmente forestali possono frequentare l’ambiente ipogeo in periodi particolari del proprio ciclo biologico: come lo svernamento, la fase post-riproduttiva e di accoppiamento.

Vespertilio mustacchino (Myotis mystacinus): durante la sessione di catture gli animali sono stati misurati, pesati e prontamente rimessi in libertà. Le ricerche hanno anche interessato sessioni bioacustiche mediante l’utilizzo del bat-detector e la raccolta di reperti osteologici.

Ghiro (Glis glis) è un simpatico roditore notturno che frequenta, per trovarvi rifugio durante il giorno o nel periodo di letargia, i primi ambienti delle grotte. Di notte, si vedevano sfrecciare con rocambolesche manovre lungo le pareti e il soffitto dell’enorme portale di Govještica.

Particolare della lancetta di un Ferro di Cavallo minore (Rhinolophus hipposideros), piccola escrescenza carnosa tramite la cui forma è possibile riconoscere le varie specie di Ferro di cavallo: una famiglia di pipistrelli forestali che hanno una particolare conformazione del naso (a ferro di cavallo) per l’emissione degli ultrasuoni.

Dipluro: questi esapodi di dimensioni medio-piccole sono allungati, ciechi, depigmentati e con esoscheletro poco consistente. Adattati quindi alla vita sotterranea, svolgono un’importante azione detritivora e si possono ritrovare dalle lettiere forestali agli ambienti profondi delle Grotte.

I Troglophilus sono Ortotteri endemici della zona balcanica. Molto simili alle nostre Dolicopode, sono organismi eutroglofili che hanno quindi sviluppato adattamenti alla vita ipogea pur tuttavia frequentando l’ambiente esterno.

Gli Pseudoscorpioni sono Aracnidi di piccole dimensioni che svolgono un’importante funzione, come predatori, nelle catene alimentari legate all’ambiente pedologico ed ipogeo. Quello ritratto, rinvenuto in due zone profonde di Govještica, misurava meno di 2mm.

Gli Oxychilus sono piccoli molluschi terrestri polmonati il cui metabolismo si è profondamente modificato, in fase evolutiva, consentendogli di adattarsi alla vita in condizioni di buio assoluto. Anche il regime alimentare è mutato, passando da vegetariano ad onnivoro.

I Collemboli sono minuscoli Esapodi adattati a vivere anche in condizioni estreme, dai ghiacciai alpini fino all’ambiente marino. Diffusissimi nei suoli ben strutturati, dove si nutrono di batteri, funghi, alghe ecc., nelle grotte rappresentano un tassello fondamentale delle catene alimentari. Grazie a queste loro caratteristiche ecologiche, sono considerati come ottimi biondicatori: ovvero organismi la cui presenza è indice di buona salute ambientale.

L’Anthroherpon cylindricollis è un Coleottero che mostra evidenti segni di adattamento alla vita troglobia. Si notino le lunghe antenne per l’orientamento in totale assenza di luce, la depigmentazione (il colore rossiccio è dovuto alla chitina che ne costituisce l’esoscheletro), la peluria che lo ricopre e il forte allungamento degli arti per allontanare il più possibile il corpo dalle fredde superfici ipogee.

La Zecca dei pipistrelli (Ixodes vespertilionis) è un parassita obbligato che, nel caso specifico, può nutrirsi esclusivamente sui Chirotteri. Questo Aracnide si rinviene unicamente nelle grotte, di solito lungo le pareti, dove rimane in attesa del proprio ospite o delle femmine per l’accoppiamento; come nel caso dei maschi che, allo stadio adulto, non si nutrono. Il forte allungamento degli arti mostra l’adattamento alla vita ipogea.

Dal 1932 il Gruppo Speleologico di Bologna conduce esplorazioni e studio di cavità naturali e artificiali.

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