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L’esplorazione di Seoce

di Michele Castrovilli e Nevio Preti (GSB-USB)

Scovare questa grotta è stato abbastanza divertente: ci siamo mossi per un bel po’ in fuoristrada perdendoci tra i boschi, attraversando dei posti fantastici e a tratti impegnativi. Orientandoci con il GPS arriviamo ad un gruppo di case abbandonate con un largo campo sotto di esse; la grotta dovrebbe essere al termine del terreno pianeggiante.

Ci avviamo per attraversarlo in auto, ma appena ci muoviamo un cespuglio nasconde in realtà una bella pietra: bonk!! Ok. abbiamo capito, parcheggiamo e procediamo a piedi, fra cortesi mucche che attestano l’inesistenza di mine. Ad ogni buon conto procediamo lungo i sentieri tracciati dagli animali o – come dice Brozzi, seguendo le cacche! Arriviamo all’ingresso: impossibile non vederlo, in quanto è un portale di circa 3 m per 5. Ispezioniamo il salone iniziale, ma abbiamo solo la tikka, quindi mi inoltro per altre due sale, un po’ a carponi ed un po’ in piedi, poi ecco una piccola risalitina da fare in libera. Considerato il mio equipaggiamento non mi fido e mi accontento di accertare che si intravvede l’ambiente che prosegue. Per oggi basta, rientro, descrivo entusiasta ciò che ho visto e data l’ora decidiamo di rientrare a Mokro.

Torniamo belli carichi e con un nutrito gruppo. Ci dividiamo in due squadre: una esplora rilevando il lato a sin., che purtroppo chiude inesorabilmente in corrispondenza di una saletta con grandi cumuli di sabbia. Sulla sin. della seconda sala c’è un camino fangoso di circa 20 m ed anche negli altri ambienti iniziali vi sono delle risalite da fare, ma essendo in prossimità della superficie non ha molto senso provarci. Il secondo gruppo intanto prosegue nel secondo salone, verso il basso. Brozzi ed io avanziamo in una specie di ampia forra; la discesa è entusiasmante, non necessitano corde, gli ambienti sono puliti, niente sassi o fango: è un piacere esserci. Ad ogni curva ci guardiamo meravigliati, con l’ansia che chiuda ed invece si avanza sempre facilmente. Lungo il tratto discendente non incontriamo arrivi significativi; vi sono vasche anche di 1 m di altezza ed in un punto vi è un interessante crostone stalagmitico di pochi cm di spessore, sospeso nel vuoto. Arriviamo ad un salto di circa 8 m, tutto su di una colata scura molto bella.

Gianluca arma e scendiamo; la grotta prosegue e si allarga. La discesa continua ad essere estremamente gratificante; un altro salto ed avanziamo fino ad un altro gradone, di circa 5 m: qui la grotta cambia completamente morfologia e si notano diversi arrivi. Appena sotto il salto una piccola galleria risale a sin., fino ad una saletta con camino verticale, risalito in libera solo in parte. Andando a dx in leggera discesa si arriva in un ambiente ampio che prosegue con altri vani, uno dei quali chiude con un sifone. Sarebbe affrontabile immergendosi del tutto, ma desistiamo anche se notiamo che oltre l’ambiente prosegue. Nelle altre sale tentiamo qualche risalita in libera fin dove possiamo in sicurezza. poi lasciamo perdere: bisogna chiodare. Finito il rilievo di questa zona rientriamo, salutati da alcuni pipitrelli.

Bisognerà ritornare per finire il lavoro, quindi foto di rito e rientro a Mokro.

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