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Spedizione in Abruzzo giugno 2020 – diario di campo

A giugno 2020 si è tenuto un campo di ricerche speleologiche nel territorio di Villalago e Scanno (AQ), ai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per continuare le esplorazioni che il GSB-USB sta portando avanti nella zona da alcuni anni.

Data: 05/06/20 Località: Villalago e Castrovalva (AQ), Gole del Sagittario

Primo campo speleo post lockdown dovuto al covid…organizzato un po’ all’ultimo minuto per finire le segnalazioni lasciate in sospeso in Abruzzo, nelle Gole del Sagittario (AQ). La mattina ci svegliamo nel nostro accampamento nell’ex area camper concessaci dal sindaco di Villalago con una forte pioggia. Ci compattiamo con la squadra che ha dormito a Scanno e ci dirigiamo verso Castrovalva, un paesino arroccato su uno sperone roccioso sopra le gole. Qui abbiamo una risalita da fare in uno sgrottamento molto grande, che purtroppo dà esito a pochi metri di sviluppo nuovi, e due segnalazioni a bordo strada non viste la scorsa volta. In queste ultime due facciamo bingo: esploriamo infatti una cavità di piccole dimensioni poco interessante (chiamata Grotta di Castrovalva 2), ed un’altra ben più grande, concrezionata e di più grande sviluppo (una cinquantina di metri), che sale in verticale con bei camini concrezionati, aria, e fessure troppo strette per essere praticate (Grotta di Castrovalva 1). Concludiamo la giornata incontrando Savino, un ragazzo di Sulmona che ci porta ad alcune cavità artificiali ai piedi del Monte Morrone (Sulmona). Si tratta di grandi ed intricati cunicoli scavati per estrarre probabilmente bauxite. La galleria vista, in località Castel d’Orsa, ha uno sviluppo di un centinaio di metri e diversi ingressi. Molto interessante.

Data: 06/06/20 Località: Grotta dei Piccioni, Villalago (AQ), Lago di San Domenico

Obiettivo principale della spedizione è raggiungere una grotta semi sommersa a pelo del livello del Lago di San Domenico, già segnalataci gli anni passati e che potrebbe avere qualche sviluppo più significativo delle altre del posto. Per l’occasione ci siamo organizzati, previa autorizzazione del Sindaco, per scendere nel lago con mute e canotti. La carovana di canotti, dopo qualche problema di sgonfiaggio e riparazione, parte alla volta della cavità…arrivati ci rendiamo conto del perchè si chiami dei Piccioni, data la quantità di escrementi galleggianti sull’acqua e diversi esemplari che nidificano nella parte alta. La grotta si presenta come un unico ambiente che si sviluppa a camino verso l’alto per una quindicina di metri. La parte superiore è in collegamento con l’esterno tramite una finestra a “figoide”. Ovviamente non si capisce se possa continuare in alto per cui è d’obbligo una risalita. Chi meglio di Alessio, bardato come un soldato con giubotto-salvagente? Non ha molta dimestichezza con l’acqua quindi facciamolo appendere alle corde! Il prode Raulo dopo alcuni attimi di panico mentre allestiamo un approdo per i canotti ancorati lungo le pareti della gola, inizia a risalire. Un canotto diventa il magazzino, l’altro la base per la sicura della risalita. Dalla strada la gente si ferma a guardare…che branco di pazzi! Lupo documenta il tutto con splendide foto che mostreremo uno dei prossimi giovedì in riunione. La risalita dopo circa un’ora viene terminata….ovviamente senza darci speranze in quanto verso l’alto la grotta chiude nello stretto. Nel frattempo Paoloner si infila sott’acqua per vedere se vi sia un cunicolo o qualche passaggio sommerso, ma la visibilità è quasi nulla e non sembrano esserci prosecuzioni subacquee. Rileviamo il tutto e, godendo dell’autorizzazione, ci facciamo degli altri giri nelle gole coi canotti…una giornata pazzesca in un ambiente selvaggio. Terminato il giro ci rifocilliamo al bar della piazzetta di Villalago dove ci annotiamo un’altra segnalazione e consegnamo i Sottoterra ai farmacisti Fabio e Matteo Domeneghetti (i nostri contatti principali) e al Sindaco di Villalago.

Data: 07/06/20 Località: Grotta della Terratta e battute sul Vallone della Terratta, M.te della Terratta, Scanno (AQ)

Ultima giornata effettiva di campo. Ci dirigiamo verso l’unica cavità a catasto prima delle nostre esplorazioni degli anni passati, la “Grotta della Terratta”. A catasto non c’è il rilievo, ma solo la scheda che riporta uno sviluppo di 130 m circa, e dalla descrizione sembrerebbe molto interessante. Risaliamo il vallone molto affascinante tra tratti in detrito alternati a pareti rocciose verticali, fino ad una sorgente attorno a quota 1500 m. Come negli altri valloni limitrofi, anche qui si apre una grotta risorgente che è quella che stiamo cercando. Con Dario (Giudizio) in avanscoperta la esploriamo tutta meravigliandoci per la bellezza: si tratta di un canyon attivo con marmitte e saltini superabili in arrampicata, molto concrezionata. La grotta non presenta grosse diramazioni a parte un camino che chiude subito nello stretto e un rametto di pochi metri concrezionato che chiude anch’esso in strettoie tra concrezioni carbonatiche. La via principale prosegue nella montagna fino ad una colata molto grande che in cima presenta un passaggio stretto, facilmente disostruito. Oltre esso, sulla sinistra, un condotto orizzontale con pavimento di fango, porta, dopo un breve scavo, ad un cunicolo discendente che termina su un sifone. L’aria, costante e fredda in tutta la cavità, è in uscita e proviene da strette fessure concrezionate nell’ambiente appena prima di quest’ultimo scavo. Dopo che tutti hanno visto la grotta, io, Dario, Coppa e la Sciamana rimaniamo a fare il rilievo….in condizioni deplorevoli per il freddo patito nello scavo e la marea d’acqua che abbiamo addosso. Usciremo sporchi e bagnati quasi come se fossimo stati nei gessi bolognesi! Nel mentre la squadra all’esterno trova un’altra grottina con un bel portale di ingresso che dà accesso ad uno stretto cunicolo e poi un camino (trovato già spittato) che sale molto in alto. Probabilmente sarà stato risalito sempre dal GS Cai Spoleto come la Grotta della Terratta, ed altre che abbiamo trovato più in alto gli anni scorsi, sebbenne non siano state accatastate. Concludiamo la giornata salendo fino allo stazzo e trovando altre grottine accatastabili di scarso interesse, sia sopra la Grotta della Terratta, che lungo il sentiero a valle.

Hanno partecipato: D. Benedini, P. Calamini, A. Copparoni, S. Curzio, I. D’Angeli, F. Giannuzzi, L. Grandi, G. Longhi, L. Pisani, N. Preti, A. Sangiorgi, G. Zaffagnini.

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